Gay Pride Pescara: giovane molisano picchiato a sangue

E' avvenuto giovedì 25 giugno poco dopo la mezzanotte: in occasione del Gay Pride, svoltosi a Pescara, un ragazzo molisano è stato picchiato a sangue perché si teneva per mano con il suo compagno. 

Contro il 25enne si sono scagliati ben sette giovani, dal marcato accento locale, fra i quali una ragazza. In seguito all'aggressione, i giovani si sono dati alla fuga. Il ragazzo vittima della violenza ha tentato di difendere il suo fidanzato 22enne di Pescara. I due stavano passeggiando tranquillamente, quando sono stati improvvisamente aggrediti dal branco, fino a ritrovarsi praticamente circondati. Il 25enne è stato trasportato in ospedale, e ha riportato una frattura alla mascella. Nel frattempo, i carabinieri hanno avviato le indagini ed ascoltato i primi testimoni, acquisendo peraltro le immagini delle videocamere di sorveglianza della zona, anche se il punto preciso dell'aggressione non sembrerebbe essere coperto dal sistema di videosorveglianza.

La vittima dell'aggressione ha così commentato l'accaduto, secondo quanto riportato dal Corriere della Sera: «Sono arrabbiato, certo, perché questa cosa è accaduta in una città in cui ho vissuto da studente per quattro anni e che è stata sempre aperta e accogliente al riguardo. E poi perché ero lì a farmi i fatti miei, sono stato aggredito solo perché passeggiavo mano nella mano con il mio fidanzato, abituato come sono a vivere la mia omosessualità liberamente. L’episodio è avvenuto tra giovedì e venerdì notte, intorno all’una — racconta —. Eravamo all’altezza del monumento “La nave di Cascella”, in corrispondenza di piazza Salotto. Chi conosce Pescara, sa che quello è il cuore della città. Ci incrociamo con questo gruppo, che all’inizio non dice nulla. Poi, però, dopo essersi allontanati, iniziano a urlare: “Froci, froci”. Ci giriamo, li guardiamo e io dico: “Ok, e quindi?”. Ci raggiungono, uno di loro chiede insistentemente se ho qualche problema con lui. Non mi faccio intimorire. Io vado per la mia strada, dico. Per tutta risposta, un altro mi assesta un pugno sulla mascella e, a quel punto, scoppia il parapiglia perché intervengono in nostra difesa diversi passanti. Alcuni di loro si sono presi anche dei cazzotti al posto mio e questo mi è dispiaciuto. Lo scontro è stato rapido, quello che mi ha colpito aveva una corporatura robusta ed era più alto di me, all’incirca uno e ottanta. Il pugno è arrivato a sorpresa quando stavo parlando con un altro di loro. Provo pena per questi ragazzi — racconta dal suo letto in ospedale — non hanno avuto la fortuna di crescere in un ambiente come quello in cui sono cresciuto io, il loro disagio quotidiano si riflette nelle azioni che hanno compiuto giovedì sera, peraltro proprio durante gli eventi dell’Abruzzo Pride. È evidente, e quello che mi è successo ne è una dimostrazione, che le aggressioni di stampo omofobo continuano a esserci e questo dovrebbe farci riflettere ulteriormente proprio ora che sta partendo l’iter per la legge contro l’omofobia».

Un fine settimana, quindi, non particolarmente positivo per coloro che difendono i diritti dell’uguaglianza sessuale: quasi nello stesso momento, infatti, si è accesa una violenta polemica perché il Comune di Pescara ha negato una piazza per l’Abruzzo Pride.

di Mariagrazia Staffieri