Quando l’accento viene posto sulla lettera giusta. Ad Altilia iniziano i lavori di sfalcio

Proprio stamane la polemica sul web ha infuocato una giornata già di suo abbastanza calda.

Il sito di Altilia da mesi abbandonato a sé stesso, si presenta in uno stato che ha fatto urlare allo scandalo i cittadini ed anche gli uffici preposti alla sua tutela e manutenzione, la Soprintendenza, che in una nota stampa che pubblichiamo integralmente, si rammarica di quanto da noi riportato. Non condividendo la notizia, la missiva manifesta risentimento soprattutto nella parte in cui chiede espressamente, prima di pubblicare notizie, un loro interpello, come se l’Ufficio fosse imponderabilmente l’unico tenutario della verità. Da sempre la Soprintendenza non ama la collaborazione soprattutto in campo culturale negando o inficiando, con regolamenti e richieste di difficile attuazione, manifestazioni o riprese televisiva, anche a carattere nazionale e, non può di certo, con una missiva senza firma, porci dei limiti di informazione. La nostra testata, da sempre ama il contraddittorio ed il convincimento che le notizie “Vere “formano coscienza e partecipazione senza schemi e con il rispetto che si deve avere in ogni occasione. Quando ci son state situazioni sottovalutate, le scuse non ci son state neanche richieste in quanto le abbiamo indirizzate senza se e senza ma. In questo caso, la tutela della salute ed il decoro, certamente non attengono al periodo attuale poiché spesso capita di vedere Altilia in stato di abbandono. Sicuramente la burocrazia non aiuta ma, un tantino di autocritica a volte farebbe bene. Il Male del Molise è, purtroppo, anche questo e non solo quanto nell’articolo citato. Le foto del bravo Nicola Lanese non significano solo una parte e, le foto dalla scrivente inviate, dimostrano chiaramente che l’intero sito è nello stesso stato. Ad onor di cronaca, nell’informarci della situazione di oggi, 22 maggio, ci risulta, e prima dell’arrivo della missiva, stavamo per farne un articolo, che i lavori di sfalcio sono iniziati stamattina dopo le ore 11,30 e nell’essere decisamente collaborativi, non vogliamo minimamente pensare che siano iniziati poiché scaturiti da quanto evidenziato. A compendio di quanto da noi riscontrato, dal web una guida turistica navigata cita testualmente :

Lisa Di Stasi: "Sono diversi anni che faccio la guida turistica all'Altilia, la domanda che mi pongono i visitatori è sempre la stessa, come mai tutta questa incuria? La colpa non è dei custodi, ma delle istituzioni preposte che non curano l ' interesse del sito".

Nota di replica della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio del Molise 

«Non nascondiamo che il tono dell’articolo riguardante l’area archeologica di Altilia- Saepinum, da voi pubblicato in data 22 maggio 2020 nella sezione “cronaca” e in homepage sul vostro sito web, ha suscitato non poca perplessità. Fortunatamente per giustificare l’utilizzo di termini quali “orrore” e “sconcerto”, titolando “Il Male del Molise”, le foto del sig. Lanese da voi pubblicate non sono sufficienti. 

Negli scatti sono ritratti alcuni scorci di un’area archeologica, quella di Altilia-Saepinum, che copre un’estensione di circa 132.000 metri quadrati. Posta in pianura, in un contesto rurale e con un clima favorevole allo sviluppo della vegetazione arborea, arbustiva ed erbacea, l’area archeologica è interessata dal normale fenomeno della crescita dell’erba, specialmente nella stagione primaverile. 

Negli ultimi tre mesi, il Paese ha affrontato una grave emergenza a causa della pandemia da Sars-CoV-2. Al pari di altre attività economiche, anche le società che si occupano per conto dei nostri uffici del diserbo sono state costrette a interrompere l’esecuzione di interventi che erano stati pianificati con largo anticipo. Di questa interruzione la Soprintendenza non ha potuto che rammaricarsi, adeguandosi a quanto previsto dai decreti di emergenza del Governo. 

Intendiamo rassicurare il sig. Lanese, la vostra redazione e tutti gli utenti dell’area archeologica in merito alle attività di pulizia che si stanno svolgendo proprio in questi giorni di ripartenza delle attività in tutto il Paese, come mostrato nelle foto allegate. In pochissimo tempo, peraltro, la Soprintendenza ha provveduto ad adeguare tutte le sue strutture e le sue linee operative alle recenti e innovative indicazioni del Governo in materia di sicurezza e salute sui luoghi di lavoro, in modo tale da ridurre al massimo il rischio per i dipendenti del Ministero, delle società di servizi e, in ultima analisi, dei visitatori che torneranno nell’area archeologica. 

Per inciso, come da avviso sul sito web istituzionale dell’Istituto, l’area non è ancora aperta al pubblico per quanto concerne l’assistenza da parte del personale della Soprintendenza e la fruizione dei servizi. 

Vi chiediamo cortesemente di pubblicare questa lettera di replica e le foto che la accompagnano sul vostro sito, senza modifiche. Per il futuro, nel caso vi interessaste nuovamente ad aree o siti in nostra consegna, vi invitiamo a prendere contatto tramite posta elettronica o telefonicamente con i nostri uffici, per il doveroso contraddittorio».