TERREMOTO POLITICO A ISERNIA: RIPARTE LA GUERRA NEL PD. NEL MIRINO FINISCE DI NUOVO MICAELA FANELLI - Molise Web giornale online molisano
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domenica, 13 settembre 2015
Terremoto politico a Isernia: riparte la guerra nel PD. Nel mirino finisce di nuovo Micaela Fanelli

Dopo 48 ore di silenzio dal terremoto politico verificatosi ad Isernia, con la caduta sul voto di bilancio dell'amministrazione comunale di centrosinsitra guidata da Luigi Brasiello, riprende la guera interna al Partito Democratico del Molise. Questa mattina l'On. Danilo Leva, tra i principali sostenitori dell'amministrazione comunale uscente, ha accusato senza mezzi termini l'attuale segretaria regionale del PD Micaela Fanelli di essere la regista dell'operazione che ha portato alla caduta del Sindaco che, è bene ricordarlo, ricopriva nello stesso tempo anche l'incarico di presidente della provincia di Isernia. Dietro il voto contrario al bilancio espresso dai tre dissidenti del PD, per Danilo Leva, c'è solo Micaela Fanelli che avrebbe assecondato la loro volontà per garatirsi i numeri di maggioranza, già risicati, nell'assemblea regionale del partito. 

"Il precedente segretario regionale del Pd  - ha dichiarato Leva - ha impiegato molti anni per costruire un'alleanza credibile che portasse il centro-sinistra alla guida della città di Isernia.  Mentre, l'attuale  solo qualche mese per distruggere tutto.  Nella gestione di questa crisi è mancata una direzione politica, una visione complessiva.  Per mesi il segretario regionale ha alimentato, ha assecondato i dissidenti, pur di non perdere qualche consenso in assemblea regionale, senza però, poi, essere capace di ricondurre il tutto ad una sintesi unitaria. E il giorno dopo il disastro ho atteso invano qualche parola ma ho trovato solo considerazioni sulla bellissima festa dell'uva del suo comune".

Dopo le accuse al veleno del parlamentare di Fornelli è arrivata la replica del Segretario regionale che dal suo profilo facebook si è difesa scrivendo: "Per scongiurare la crisi al comune di Isernia, abbiamo lavorato in precedenza e in questi giorni molto. Tutte le parti del Pd e il Presidente della Regione, non certo in un momento facile. Per provare a far rispettare il mandato elettorale fino in fondo.  Ma non e' stato purtroppo possibile. La crisi veniva da lontano. Ha motivazioni squisitamente locali e legate all'amministrazione comunale che, come spesso succede, si evidenziano col momento amministrativo fondamentale, quello dell'approvazione del bilancio. Ringrazio tutti quelli che si sono impegnati, in ogni ruolo, per il bene della città. Ora più che mai occorre rimboccarsi le maniche tutti insieme. Meno polemiche e più lavoro di squadra. Isernia è capoluogo di provincia, merita da parte di tutti rilevanza e considerazione sempre".

Le dichiarazioni del Segretario del PD, forse tardive rispetto alla gravità degli avvenimenti politici degli ultimi giorni, tendono a buttare acqua sul fuoco delle polemiche. Nessun complotto ci sarebbe stato ai danni di Brasiello, ma la crisi apertasi nella sua maggioranza interna, secondo la Fanelli, avrebbe motiviazioni "squisitamente locali". Una giustificazione che non servirà a placare gli animi.  Al contrario nel partito cresce ogni giorno di più la fronda interna che vorrebbe le sue immediate dimissioni. Tra questi anche l'ex assessore regionale Massimiliano Scarabeo, scaricato in fretta e furia dal segretario e dalla segreteria regionale dopo le vicende giudiziarie che lo hanno interessato. C'è solo da capire ora se e quanto accaduto a Palazzo San Francesco possa avere un seguito anche in altre realtà locali nelle quali il centrosinsitra sta amministrando, su tutte Campobasso, Termoli e Venafro. Ma non sono esclusi contraccolpi anche all'interno del governo regionale. Il Governatore Frattura entro fine mese dovrà scigliore il nodo del futuro presidente del consiglio regionale e dell'assessore che dovrà prendere il posto di Scarabeo. In questo clima di veleni e tra malumori diffusi in maggioranza, è possibile che il rimpasto possa anche slittare. 

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