Giudizio di parificazione Rendiconto generale Regione Molise, l’intervento del presidente Toma

Prendo la parola in rappresentanza della Regione Molise nell’odierna pubblica udienza, consapevole dell’importanza del procedimento di giudizio di parificazione del Rendiconto generale sia per la verifica della correttezza e dell’efficacia della gestione dell’Ente, sia per la rilevanza che la resa e la valutazione dei conti regionali assumono in termini di doverosa informazione ai cittadini, ai diversi altri livelli istituzionali e al partenariato sociale ed economico. E' quanto dichiarato dal Presidente della Regione Molise, Donato Toma ieri, mercoledì 27 novembre durante la pubblica udienza per il giudizio di parificazione del Rendiconto generale della Regione Molise per l’esercizio finanziario 2018: "Desidero, in primo luogo, ringraziare la Sezione regionale di controllo della Corte dei Conti del Molise per il clima di collaborazione nel quale si sono svolte le attività istruttorie propedeutiche alla parifica. Un confronto intenso, avviatosi lo scorso mese di maggio, che ha supportato una revisione del risultato di amministrazione e l’attivazione di misure correttive in grado di avere efficacia già nella gestione corrente. L’esercizio 2018 è stato caratterizzato dalla necessità, per l’Amministrazione regionale, di attivare misure urgenti di natura amministrativa, organizzativa e contabile in grado di mettere in sicurezza importanti risorse per lo sviluppo - si fa riferimento all’obiettivo del mancato disimpegno dei fondi del POR FESR FSE 2014/2020 - di evitare rischi di prescrizione di entrate regionali, in particolare per la tassa automobilistica, di avviare un sistema efficace di controlli interni, di ridefinire le strategie delle partecipate regionali, rivedendone la governance, di assicurare, in modo più completo possibile, la copertura dei servizi essenziali e delle obbligazioni dell’Ente, a fronte di un bilancio regionale 2018-2020 che presentava, e presenta tutt’ora, un quadro di finanza pubblica complesso, con riferimento alle spese finanziate con risorse proprie.  Ulteriori azioni correttive e di miglioramento sono state finalizzate a garantire la tempestività dei pagamenti, in particolar modo in favore delle imprese, attraverso una più efficace gestione e programmazione dei flussi di cassa, a implementare procedure contabili in grado di assicurare la gestione per vincoli tra entrate e spesa e a ridefinire e rendere pienamente operativi i sistemi informativi contabili, attivando anche quelli connessi alla contabilità economico-patrimoniale. È stato un lavoro intenso, che sta continuando nell’anno 2019 arricchendosi di nuovi risultati e di ulteriori obiettivi. Faccio, in particolare, riferimento all’implementazione del controllo strategico attraverso l’approvazione, avvenuta quest’anno, del Piano della performance, di cui l’Ente si è dotato per la prima volta, alla definizione della disciplina sugli agenti contabili, alla nuova governance delle partecipate, tutte rinnovate nella composizione degli Organi di amministrazione e controllo, alla razionalizzazione e al rilancio del comparto montagna molisana attraverso l’operazione straordinaria di fusione per incorporazione. Siamo consapevoli che il lavoro di riforma è ancora da completare: vanno rafforzate le strutture organizzative dell’Ente, devono essere attivate le procedure pubbliche di gara di servizi generali dell’Ente in modo da razionalizzarne la spesa, bisogna ridurre i tempi di esecuzione e rendicontazione delle opere e degli investimenti, vanno semplificate le procedure amministrative, è necessario migliorare la gestione delle entrate regionali, con particolare riferimento a quelle di natura extratributarie. Da sola, però, la nostra regione non può farcela. È per questo che abbiamo tessuto e stiamo rafforzando la rete dei rapporti nazionali e internazionali per attrarre sul nostro territorio risorse per investimenti e imprese. Se la regione diventerà più attrattiva per qualità delle infrastrutture materiali e immateriali e per semplicità e velocità delle procedure autorizzatorie, aumenterà il numero delle imprese che verranno a localizzarsi nel Molise, con il conseguente vantaggio in termini di maggiore gettito fiscale e di sostenibilità del bilancio regionale. Ai Tavoli nazionali stiamo chiedendo, per questo motivo, che l’autonomia differenziata sia accompagnata dalla perequazione infrastrutturale, prevista nella Legge 42 e mai attuata in modo completo.  Abbiamo assunto un ruolo di coordinamento nazionale sulle Zone Economiche Speciali, proprio lavorando nella direzione della semplificazione e della fiscalità di vantaggio. Sosteniamo, con i progetti di cooperazione, la presenza e le missioni all’estero dei nostri imprenditori per rafforzarne la competitività. Un territorio è però competitivo se garantisce servizi essenziali, salute, trasporti, istruzione, adeguati per i residenti e per coloro che quel territorio vivono come turisti o come imprenditori. Per la gestione del trasporto pubblico locale extraurbano, con il supporto tecnico del Ministero competente, abbiamo definito gli ambiti ottimali attraverso l’utilizzo dei costi standard e le procedure per la pubblicazione della nuova gara per la concessione del servizio è in dirittura d’arrivo. La Regione Molise è, da oltre dieci anni, in Piano di rientro dal debito sanitario e in procedura di commissariamento. Dall’8 maggio dello scorso anno, data del mio insediamento, al 27 dicembre 2018, data dell’insediamento del commissario e del sub commissario, la Regione è stata in vacatio commissariale. A fine anno 2018, il Parlamento ha sancito l’incompatibilità tra la figura del presidente della Regione e quella di commissario ad acta alla sanità, accentrando, pertanto, nella mani di questa figura governativa la gestione finanziaria e organizzativa della sanità regionale. In sostanza, la Regione si limita a trasferire alla gestione commissariale le risorse finanziare che lo Stato le assegna, non potendo intervenire nemmeno sull’organizzazione dei servizi sanitari essendo, come detto, questa materia di competenza commissariale. Al termine del 2018, il bilancio consolidato sanitario ha fatto registrare un disavanzo di circa 15,600 milioni di euro, integralmente ripianato, su proposta della Giunta, con risorse regionali (Legge regionale n. 14 del 13 11.2019). Nonostante la vacatio commissariale, la sanità molisana ha fatto rilevare al 31.12 2018 un sensibile miglioramento dei LEA, che sono passati da quota 167 a quota180. È evidente che la politica sanitaria regionale sia, pressoché, in mano alla procedura commissariale e, ad oggi, siamo ancora in attesa che venga approvato, dai Ministeri competenti, il Piano operativo sanitario 2019/2021, redatto dal commissario senza alcun confronto con la politica regionale. Ciò è ancora più chiaro se si considera che alcun rappresentante politico regionale è ammesso al Tavolo tecnico con i Ministeri affiancanti, né quindi, alcun controllo politico-sociale è esperibile, in forma istituzionale, sull’operato del commissario. Se dobbiamo prendere per buone le recenti notizie di un aggravio del disavanzo sanitario tendenziale per il 2019 – risultanze del Tavolo tecnico dello scorso 21 novembre - dobbiamo pure affermare che, ad oggi, la procedura commissariale risulta obsoleta, inefficace e non coinvolge le espressioni delle esigenze territoriali. In una frase: necessita di essere integralmente riformata. In sede di Conferenza delle Regioni, stiamo negoziando con il Governo nazionale il Patto per la salute che, ci auguriamo, possa porre fine ai commissariamenti, così come concepiti finora. Concludo rimarcando l’impegno che questa Amministrazione, in un dialogo costante e costruttivo con la Corte, pone in campo perché il miglioramento dei conti pubblici si traduca, in primis, in percezione sociale di aumentato benessere".