Corpus Domini 2019: tra sacro, profano e polemiche

di Cristina Salvatore 
È successo di tutto durante l'edizione 2019 del Corpus Domini, la festa più sentita dalla popolazione campobassana, l'unica in grado di attirare orde di turisti provenienti da ogni parte d'Italia.
 
 Si è passati dalla polemica sulla chiusura della Villa de Capoa durante i tre giorni di euforica invasione, a quella per la visita in città di, non uno, ma ben due Ministri della Repubblica, Luigi Maio e Elisabetta Trenta, fino a giungere alla questione del "balcone della discordia".
 
Partiamo dall'arrivo del vicepremier, Luigi Di Maio.
 
Intanto il povero neo sindaco Gravina, quando ha appreso che davvero Di Maio avrebbe mantenuto la promessa di far capolino a Campobasso in occasione della festa più impegnativa (a livello organizzativo) di tutto l'anno, per un attimo deve aver pensato che sarebbe stato meno problematico fronteggiare l'arrivo dell'uragano Katrina e quello delle cavallette dalla Sardegna. Ma quando un vento fortissimo si è abbattuto davvero sul capoluogo di regione obbligando Gravina a chiudere per poche ore l'ingresso nelle zone considerate più a rischio, improvvisamente il sindaco deve aver promesso a qualche Santo che se il tempo si fosse rimesso a posto sarebbe stato ben lieto di ricevere non solo un ministro, bensì due. E così il buon fato gli ha mandato pure Elisabetta Trenta.
 
Ma torniamo a Di Maio. 
 
Appena giunto a Campobasso viene accolto dal capogruppo del Movimento, Andrea Greco, dall'onorevole Antonio Federico e dall'assessore Simone Cretella accorsi... indovinate dove? Proprio in Piazza Falcone e Borsellino, a destra della ormai famosa Villa de Capoa momentaneamente chiusa per questioni di sicurezza, igiene e praticità, e a sinistra dell' ex Hotel Roxy, da anni chiuso per dare sicurezza a ratti, serpi, vampiri,  Voldemort, epatite A, B e C e pure a qualche rara forma di muffa nociva, mortale se si fissano le chiazze verdi per più di due secondi.
 
Come distrarre lo sguardo del vicepremier dalle due storiche attrazioni della città senza destare sospetti e imbarazzi? Ecco qui l'idea geniale. I tre esponenti politici molisani si presentano al cospetto del vicepremier, incravattato, lucido e pettinato, vestiti da: turista giapponese appena arrivato a Campobasso dopo un viaggio di piacere in Scozia; d'Artagnan appena rientrato al castello dopo una missione a cavallo; Capo Scout delle Giovani Marmotte. 
Gli uomini del Movimento mascherati da cittadini quasi normali. E a quel punto il Ministro era bello che frastornato.
 
Secondo problema: bisognava condurlo più in fretta possibile a Palazzo San Giorgio, soprattutto perché i Misteri avrebbero terminato a breve il loro abituale percorso. E cosa accade invece? Che Di Maio si intrattiene a fare due chiacchiere pure con i secchi verdi a forma di pochette. Quando è riuscito ad arrivare in Comune, una nonna in giro per il mondo aveva già slanato, snodato fatto arieggiare e rimesso a posto un paio di materassi matrimoniali e quattro cuscini dell'800. 
Greco invece si sforzava di sorridere ogni volta che sentiva il richiamo della folla "Ministro, una foto per favore!", perché in realtà avrebbe voluto afferrare la testa di Luigi, infilargli i paraocchi di Varenne e trascinarlo per le orecchie a destinazione.
 
Comunque, alla fine i nostri eroi riescono a raggiungere il Palazzo di Città e insieme al Sindaco, al Presidente dell'Associazione Misteri e Tradizioni, al Vescovo, al Ministro Trenta e al Presidente della Regione - visibilmente stupito di trovare Gravina sul balcone e non la D'Alessandro - salutano la piazza festante e i Misteri. 
 
Tutti felici tranne alcuni consiglieri che, appena giunti sul primo gradino della scalinata di Palazzo, si son trovati davanti una schiera di uomini armati di magliette con su scritto "Staff" (forma abbreviata di Sta' ffermo), che molto probabilmente provavano con coraggio a far rispettare le direttive del primo cittadino, decisi perciò a negare a chiunque l'accesso ai piani alti.
 
E qui è scoppiato il caso: 
 
C' è chi sostiene (rilasciando dichiarazioni e interviste 
ovunque, e inviando missive pure alla gentile attenzione de "La posta di Rita", la rubrica per cuori infranti curata da Rita dalla Chiesa) che il Movimento abbia compiuto un atto antidemocratico e del tutto irrispettoso e chi, invece, ritiene che Gravina abbia voluto sottolineare quanto consiglieri e assessori siano, in fondo, cittadini come gli altri (anche perché la presenza dei Ministri forse ha contato molto sulle azioni intraprese, chissà... e poi, tutti quanti non ci stavano: solo i  consiglieri del Movimento raggiungono un numero superiore a quello che formava il temibile esercito di Gondor).
 
Ora, chi avrà ragione? 
 
Magari il popolo che ha votato per il cambiamento, e cambiamento è stato.
 
E cosa accadrà nei prossimi mesi?
 
Ma, soprattutto, secondo voi, i Misteri hanno avuto più visibilità perché sono arrivati due Ministri da Roma o i due Ministri da Roma hanno avuto più visibilità perché sono arrivati mentre sfilavano i nostri Misteri?
 
Chi può dirlo.