Accoglienze e integrazione tra culture diverse: a Campobasso la prima Festa dei Popoli

Si è tenuta presso La Casa degli Angeli di Campobasso la Prima festa dei Popoli - Una sola Famiglia Umana, momento di confronto e di integrazione tra persone di culture diverse. L'iniziativa, fortemente voluta dalla Caritas di Campobasso in collaborazione con le associazioni Dalla Parte degli Ultimi , Giuseppe Tedeschi e Il Bene Comune, è nata con l'obiettivo di fare una riflessione sulla situazione generale delle migrazioni, volendo capire anche il pensiero della comunità locale su questo fenomeno.
Attraverso le testimonianze di alcuni giovani ospiti degli Sprar del territorio è stato possibile capire le sensazioni che provano queste persone.
"Non è facile essere migrante - ha raccontato Franky - lasciare la propria famiglia e viaggiare senza sapere dove andare e vedere i propri amici morire per strada". Il messaggio di Omar invece è stato quello che a lui l'Italia ha salvato la vita, "io voglio - ha detto - che gli italiani mostrino amore verso i migranti, siamo umani come voi". Musa, 19enne ha detto che le persone di colore non sono cattive, "il mio colore non è niente, siamo tutti uguali e non si può giudicare qualcuno che non si conosce solo dal colore della pelle". 
Un messaggio forte e chiaro quello lasciato dai giovani ospiti e che con la loro testimonianza hanno manifestato la volontà di integrazione in un Molise che può dare loro accoglienza e dove queste persone possono essere viste come fonte di ricchezza. Serge, infatti ha detto che se i migranti sono una ricchezza, vuole capire cosa deve dare per fare la sua parte in questo Paese. La risposta a Serge è stata data poi dai relatori, infatti a più voci è stato commentato che la vera integrazione si fa insieme, ognuno può e deve fare la sua parte, "se vedo l'altro come me è  più facile accettarlo, ma se lo considero diverso è difficile".
Un concetto che però in questa società e in questo periodo storico è difficile diffondere alla gente, e per farlo è necessario promuovere iniziative e buone pratiche che mettano in evidenza quanto i migranti possano essere una ricchezza, come per esempio dando un contribuito nella rigenerazione delle comunità delle aree interne e di quei paesi che si stanno spopolando. Piccoli numeri sparsi in ogni angolo del territorio, in ognuno dei 136 comuni molisani, perchè così la vera integrazione è possibile.
 
    MirIac