Carenza medici, Ministro Grillo: "Va riformato il percorso post laurea per le specializzazioni mediche"

In Italia sono più di 19 milioni i pazienti che ricorrono a cure private e come ha dichiarato il Ministro della Salute Giulia Grillo al TG3 Fuori tg, prima ancora di affrontare l'argomento carenza medici in Molise, "c'è una quota di spesa privata a cui i cittadini ricorrono, sia per una propria scelta e sia perché le liste di attesa negli ospedali sono molto lunghe. Un tema - ha dichiarato Il Ministro - che ho cercato di risolvere ed ora le Regioni hanno la possibilità di erogare quella prestazione anche intramoenia o con delle prestazioni con il privato accreditato, facendo pagare solo in ticket al paziente". Secondo Giulia Grillo quindi il problema riguarda a questo punto l'organizzazione regionale.
Sulla questione carenza medici in Molise, dove mancano soprattutto ortopedici, pediatri e chirurghi di pronto soccorso, il Ministro Grillo alla trasmissione di Rai 3 ha dichiarato che si stanno completando le convenzioni che hanno mandato medici 'in prestito' in Molise, mettendo a disposizione propri specialisti.
Affrontando l'argomento specializzazioni è stato specificato che il problema in sè non è quello del medico specialista, ma che "dopo aver conseguito una laurea in medicina e poi prende l'abilitazione per essere assunto in ospedale deve prendere un titolo che viene rilasciato al termine del percorso di formazione della specializzazione medica che dura dai 4 ai 5 anni". Un percorso questo limitato, che non consente a tutti di entrare e negli anni, ha spiegato Grillo, "sono aumentati i numeri di medici non specializzati che non possono  partecipare ai concorsi rimanendo precari e disoccupati e dall'altro lato i numeri di posti per prendere la specializzazione era inferiore alle necessità". Secondo il Ministro dunque va riformato il percorso post laurea per le specializzazioni mediche. "Siamo rimasti ad un sistema arcaico, - ha commentato - che non ha tenuto conto di nessuna programmazione e che sta mettendo a rischio la sanità pubblica". Questa è la situazione che ha portato così di fatto al richiamo dei medici pensionati.
Intanto il prossimo 30 giugno ci sarà la conversione del Decreto Calabria e ci sarà la norma che consentirà di sbloccare la possibilità di richiamare i medici specialisti.