Elezioni comunali. Arriva la resa dei conti nel PD, ora tutti contro Battista. Facciolla mette le mani avanti e difende l'ex Sindaco

Scacco in una sola mossa. Il fallimento del Pd dopo le amministrative a Campobasso è stata scenografia. Ora la strada è spianata per dare responsabilità. Manca solo una mossa. Questione di poco.
Ore estenuanti quelle che separano tutti gli elettori del Pd dalla grande verità. Se c’è stato un fallimento, in questa tornata elettorale, per buona parte della Segreteria Regionale - e gli stessi componenti della lista presentata - è da imputare alla figura di Antonio Battista. Un uomo senza pretese e al servizio del suo partito è oggi oggetto di malumori interni. Tutto il fallimento del centrosinistra è da imputare a Battista? 

E’ una narrazione cronologica. Nella quale l’elettore non stolto ha fiutato la trappola. Una Segreteria regionale del partito Pd pletorica. Tutto però diretto da un’unica persona e consapevole del vento sfavorevole. Così ha chiesto al Sindaco uscente di ricandidarsi. Una campagna elettorale che ha ridato, in realtà, nuovo slancio alla figura di Battista e per alcuni versi riabilitandolo tanto che l’esito delle consultazioni del 26 maggio non hanno registrato in realtà un totale fallimento. Ma questo non è abbastanza. Ed è così che l’ipotesi sembrerebbe essere stata avanzata: dimissioni. Saranno tutti d’accordo o per non assumersi alcuna manifesta responsabilità, per assurdo, si ricorrerà alla via d’uscita Primarie? La mossa decisiva avverrà nei prossimi giorni e darà un chiaro segnale della sofferenza dell’unico partito di centrosinistra, in bilico, ma in piedi.