Risultato amministrative Campobasso: test di una possibile alleanza M5S - PD

La sfida di Campobasso è arrivata alla ribalta delle cronache politiche nazionali. Nel capoluogo, l'unico centro dove il MoVimento Cinque Stelle è arrivato al ballottaggio, Roberto Gravina ha stravinto al secondo turno raggiungendo quasi il 70% dei consensi rispetto al 30% della sua avversaria del centrodestra Maria Domenica D’Alessandro, che ha accusato il pentastellato di essere riuscito a vincere grazie ad “un accordo sotto banco" con il centrosinistra.

Un accordo che come ribadito più volte dal neo sindaco Gravina non c’è stato. “Nessun accordo, nessuna promessa di spartizione - ha commentato - abbiamo dialogato in maniera aperta e leale. Ma rispetto al primo turno abbiamo preso preferenze non solo a sinistra, ma anche a destra”. Il PD e La Sinistra per Campobasso hanno dichiarato che mai avrebbero votato Lega e dai dati emerge che anche elettori del centrodestra hanno sostenuto il candidato pentastellato piuttosto che la candidata della propria coalizione. Infatti i numeri parlano chiaro, al primo turno il centrodestra ha raccolto 11.455 voti, mentre al secondo turno D'Alessandro si è fermata a 7.228 voti, contro i 16.139 incassati da Gravina.

Un accordo ufficiale che non ci è stato dunque ma il risultato di Campobasso può essere letto come un test per una possibile alleanza PD - Movimento Cinque Stelle, anti Salvini e, come ha dichiarato lo stesso Gravina, "avrà riflessi anche a livello nazionale, è inevitabile".

Un dialogo che è partito dai programmi a livello locale e che potrebbe estendersi tra i banchi di Palazzo D'Aimmo, fino ad arrivare a livello nazionale? Campobasso quindi come punto di partenza per una nuova fase politica dove il MoVimento Cinque Stelle si sposta sempre di più verso il centrosinistra? È evidente dunque che questo può essere un segnale che  il Movimento manda all’alleato di governo evidenziando che potrebbe esserci un'alternativa.