"Gas tossici e combustione": quella volta in cui ad un congresso sull'inquinamento Toma spiegò il titolo incendiando una scorreggia

di Cristina Salvatore

Questa non è una storia di fantasia né un racconto tratto dal romanzo storico più venduto al mondo “ Dennis la minaccia”. No, questi sono fatti realmente accaduti il cui protagonista, tanto per cambiare argomento, è il Governatore del Molise, Donato Toma.  

I Fatti:

Riuniti nella sala della ex Gil, quella solitamente adibita agli incontri con la stampa, Donato Toma, Vincenzo Cotugno, Valentino Campo (direttore artistico) e Antonella Presutti (presidente della Fondazione Molise Cultura) erano pronti a presentare la quinta edizione della rassegna artistica “Poietika” il cui tema seguirà il filo "luminoso" de “La parola che arde”. 

Ora, che poteva accadere durante la presentazione di un evento culturale di tale caratura e raffinato stile? Cose del tutto normali per la più alta carica regionale:  il Presidente tira fuori un accendino dalla tasca e dà fuoco ai fogli su cui aveva appuntato l'intervento, poi – come si apprende da un articolo del quotidiano locale IsNews dal titolo emblematico “Toma come Nerone…” -  ripone i fogli ancora ardenti nel secchio delle cartacce e come per magia si sprigiona del fumo in sala, quasi ci si trovasse davanti ad un banalissimo principio d’incendio. Per rendere più sobria la presentazione ci mancava che uscissero a sorpresa dall’armadietto “La compagnia del cigno” con Riccardo Cocciante al pianoforte.   

Ma come mai questa voglia di discrezione improvvisa?  Pare che Toma volesse attirare l'attenzione rendendo tangibile la metafora collegata al titolo di questa quinta rassegna di Poietika, e in effetti in mezzo alla scrivania è apparsa pure la sacra effige di Moira Orfei che lacrimava sangue.

Comunque il Presidente non è nuovo a questo tipo di show: una volta partecipò ad un congresso sull’inquinamento nelle città. L’evento si intitolava “Gas tossici e combustione” e con la solita nonchalance Toma sfilò dal taschino un accendino e cominciò a dare forma alla metafora  incendiando una sua scorreggia.  Alla luce di questo, che numero tirerà fuori dal cilindro alla prima de "Il segno e il colore" ? Tingerà la ricrescita a Mazzuto o tatuerà una frangetta sui capelli in pelle di Cotugno?

Tornando alla Gil, immediatamente dopo la fine dello spettacolo pirotecnico, ospiti e organizzatori, in evidente difficoltà, hanno dato inizio al gioco “come ti smorzo la tensione per camuffare l’imbarazzo". Qualche addetto stampa ha provato a intercettare il bottone rosso dietro la schiena di Toma così da disinnescarlo mentre la Presutti con l’indice teso verso l’angolo della porta esclamava "Uh, guardate là! Un rarissimo ragno della Patagonia!”. Valentino Campo, per continuare il lavoro di depistaggio iniziato dalla Presutti, è intervenuto con un interessantissimo “lo sapete che ai barboncini il pelo cresce continuamente?”.  Se fosse stato presente McCurry  avrebbe scattato una delle sue foto più belle: “Astuzia a palate, Molise, aprile 2019”.

A quel punto i giornalisti in sala si son chiesti se non fosse stato meglio aspettare la morte cucendo centrini all'uncinetto.

Conclusioni:

Questo modo così goliardico e confidenziale di affrontare la Cosa Pubblica avrà aiutato Donato Toma a scalare le vette della classifica “il politico che rivoterei” ?

Pare che, purtroppo, le cose non siano così: il Sole24Ore nella sua annuale graduatoria in merito al gradimento dei governatori italiani, riporta un risultato negativo per Toma che perde in un solo anno ben 6,2 punti percentuali. Dodicesimo su sedici.  Molti suoi sostenitori sono quindi passati da “speriamo che con lui il ricordo di Frattura vada via” a “speriamo che vada via”.  A questo punto è importante una riflessione: la politica è una cosa seria. Se chi governa la Terra di Mezzo si sente vicino al Sud ma molto più vicino a “Made in Sud”, forse una domanda dovremmo porcela tutti.