Verona scende in campo in difesa della famiglia naturale. Gandolfini: "al corteo non c'entravamo tutti, per i figli dei preti organizziamo un' altra volta"

di Cristina Salvatore

Verona, fine Marzo 2019. Duemiladiciannove d.C.

Chi ha vissuto appieno gli anni ’70, gli anni delle aspre battaglie sociali, della rivoluzione culturale e sessuale, della lotta per i diritti civili che portò prima all’introduzione del divorzio nell’ordinamento giuridico italiano e poi alla legalizzazione dell’ aborto, credeva sinceramente che da quel momento in poi l’evoluzione culturale non avrebbe mai più potuto subire battute d’arresto... fino a quando un giorno di questi arrivarono: i Terrapiattisti, i No-Vax, Gandolfini, Salvini, Meloni, Fontana e Pillon. Assente la Strega dell’Ovest per problemi personali, impegnata a spegnere un rogo.

I Fatti:

Un bel giorno una bella fetta di questa gente illuminata, ricca e potente, decide che il popolo italiano ha bisogno di essere protetto. Che la famiglia naturale ha bisogno di essere tutelata e protetta. La verità è che in un primo momento  tutti avevano pensato che lorsingori stessero programmando un piano imbattibile per incrementare il lavoro, per sistemare le strutture ospedaliere, per alleggerire le infinite tasse e per tutelare le donne vittime di mariti o compagni violenti e possessivi…  e invece no. Il piano riguardava l’organizzazione a Verona del Congresso Mondiale delle Famiglie con la missione di “unire e dotare i leader di tutto il mondo di strumenti per promuovere la famiglia naturale, la sola unità stabile e fondamentale della società”.  Che a voler approfondire la questione ci si chiede come questa gente abbia così a cuore la famiglia quando da piccoli evidentemente venivano cullati vicino al muro.

Massimo Gandolfini, ad esempio, sa molto bene cosa voglia dire assecondare la natura: si è sposato nel 1977 e non potendo avere figli perché la natura – le cui leggi tanto ama, rispetta e segue -  non gliel’ha concesso, ha accettato il destino  diventando padre a tutti i costi, adottando così una bambina peruviana, poi altri due bambini brasiliani e quattro italiani. Dal Messaggero si apprende che una delle sue figlie, tale Maria, è addirittura separata, madre di due bimbe e “felice con il nuovo compagno”. Da poco licenziata dall’azienda paterna a causa di “incompatibilità di vedute”, le parole che rilascia a Il Messaggero stridono con l’idea di famiglia che Gandolfini cerca di propinare e imporre al prossimo: “Quando mi sono separata, mio padre mi disse che sarei andata all'inferno. E da quel momento non ha più voluto vedere i miei figli. Anzi mi assicurò che sarei finita tra le fiamme dell'inferno”.

 Perché Gandolfini in realtà tiene molto alle famiglie degli altri, è della sua che gli frega poco. Ma se un bambino non può essere cresciuto da due genitori dello stesso sesso per via dell’emulazione sempre dietro l’angolo, come mai Gandolfini non è riuscito ad insegnare alla ormai adulta Maria come fare per restare insieme ad un marito che non sia ama più per il bene della prole? Mistero.

Ma andiamo avanti: il corteo sfila per le strade di Verona, la gente inneggia alla famiglia composta da mamma e papà (una signora si lascia scappare persino quel  "meglio puttanelle che lesbiche", tratto dal Vangelo secondo Natura) e rivendica il diritto alla vita, stringendo in pugno un piccolo feto di gomma, gadget distribuito in loco da qualche genio del marketing. Quale sarà la prossima mossa? Brindare con un calice contenente il primo sangue mestruale?

 Al termine della manifestazione l’ala delle puerpere, con due pali della luce al posto delle caviglie perché perennemente incinte, con due pargoli attaccati ai seni più un labrador obeso che tirava perché avrebbe voluto giocare al riporto col pupazzetto-feto di gomma, una volta giunte a casa hanno pensato di conservare quei sacri gingilli direttamente in vagina o sotto le chiappe di una gallina, nel rispetto del valore simbolico da essi rappresentato.  Perché la più grande paura di questa gente – che poi sono davvero carini quando non sono posseduti -  resta quella che qualcuno affitti il loro utero all’improvviso. Che ne so, si esce per la spesa? Cade un pacco di pasta in terra? Ti abbassi e…  zac, in pochi istanti t’hanno affittato l’utero. Il pericolo si cela ovunque. La loro famiglia non è al sicuro. Salvini, ad esempio, non si è molto appassionato alla questione in sé,  teme solo che i figli avuti da compagne diverse un giorno possano rinfacciargli di aver voltato le spalle a quei bimbi morti in mare e sarebbe un grave pericolo per la credibilità del suo ruolo genitoriale. 

E la Meloni cosa dice a riguardo? Lei che sostiene la famiglia tradizionale e naturale? Lo ha spiegato qualche giorno fa in studio dalla Gruber. Alla domanda  “vorrei sapere qual è la sua idea di famiglia tradizionale, visto che lei vive more uxorio col suo compagno, ha fatto una figlia e non si è sposata“,  la Meloni ha guardato la giornalista come se le avesse detto in tv “vedo che i carboidrati li metti tutti sul culo! Oppure anche a te si ingrandiscono le ossa quando non fai sport?”, e per nulla stizzita le ha risposto: “fatti i fatti tuoi!”.

Sipario.