Blitz antidroga in un centro di accoglienza,le precisazioni della Prefettura di Isernia

A seguito del Blitz antidroga  dei Carabinieri di Isernia in un centro di accoglienza del comune isernino dello scorso 11 marzo,  la Prefettura tramite una nota, intende fare alcune precisazioni: "Con riferimento ad alcuni articoli pubblicati, nella giornata odierna, sulla stampa locale, riguardanti il rinvenimento, all’interno di un “centro di accoglienza” per migranti, sito in Isernia,  di sostanze stupefacenti detenute ai fini dello spaccio da “ospiti” richiedenti asilo o protezione internazionale, si forniscono, nel doveroso rispetto delle esigenze di indagine da parte delle Autorità preposte, le seguenti, opportune, precisazioni. La struttura di cui trattasi non è convenzionata con la Prefettura di Isernia e, dunque, non è corretto qualificarla come “Centro di accoglienza”. Come ricordato proprio dalla Stampa (Il Quotidiano del Molise del 12.3.2019), nelle vicinanze della struttura si è verificata, il 28.3.2017, una violenta rissa tra migranti.  La Prefettura, a seguito di apposito controllo sul Centro, ha risolto per inadempimento la convenzione con la ditta che lo gestiva. Per effetto della risoluzione, la Prefettura ha disposto, altresì, il trasferimento degli immigrati, che non avevano preso parte alla rissa, presso altre strutture idonee, convenzionate. Molti dei migranti, tuttavia, non hanno ottemperato al trasferimento sopracitato e nei confronti degli stessi, al termine di una laboriosa procedura, che ha tenuto conto degli esiti di innumerevoli ricorsi giurisdizionali proposti dai migranti avverso il trasferimento di cui trattasi, la Prefettura ha decretato la revoca delle misure di accoglienza. Sia le revoche dell’accoglienza, sia la risoluzione della convenzione con il gestore sono state impugnate, dagli interessati, rispettivamente innanzi al Tar Molise ed al Tribunale civile di Campobasso. Le opposizioni giudiziarie sono, al momento, pendenti, in attesa delle decisioni di merito; ma i provvedimenti prefettizi citati, non essendo state accolte, da parte delle Autorità giudiziarie adite,  le istanze cautelari di sospensione,  sono efficaci e vigenti. Pertanto, si ribadisce che la struttura dove è stato effettuato l’accertamento non è convenzionata con la Prefettura; i migranti ivi dimoranti non usufruiscono dei servizi di accoglienza e nessun rapporto giuridico e/o convenzione risulta esservi in atto  con l’operatore economico che ha la disponibilità dello stabile".