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Svolta nel giallo del movimento “Io Amo Campobasso”: individuato finalmente il mandante

E’ il gruppo più chiacchierato del momento, nato da pochi mesi ma criticato come se avesse già due mandati disastrosi alle spalle oppure acclamato come se avesse già mandato a casa chi aveva due mandati alle spalle.  Con solo un paio di date italiane (al momento), la prima quella del 14 febbraio sul web e la seconda prevista il 26 maggio alle urne, Io Amo Campobasso si conferma ai primi posti nella classifica dei dieci pettegolezzi più succulenti e freschi di giornata. I tre leader del gruppo, Io, Amo e Campobasso, coloro che hanno dato il nome al movimento, hanno rilasciato una lunga intervista a noi di Moliseweb svelando retroscena e progetti inediti:

D: Le voci corrono in una città piccola come Campobasso. La gente mormora e la domanda che assilla anche di notte una parte dei residenti riguarda il mandante: chi è il mandante? Chi ha deciso la strage di consensi e perché? Chi materialmente ha avuto un ruolo cardine nel ricordarvi dopo decenni che siete nati e cresciuti a  Campobasso? E’ impossibile pensare che novanta professionisti di età compresa tra la artrosi e la pensione abbiano davvero potuto muoversi in autonomia!

R(IO): Ti ringrazio per la domanda che ci permette di fugare ogni dubbio: ovviamente sì, abbiamo un mandante.  E’ vero, siamo 90 persone che riescono persino a mettere insieme il pranzo con la cena senza bisogno di contrattini con i politici locali, bandi scritti ad personam o raccomandazioni varie.

Ma abbiamo capito che, siccome tutti dicono che ci deve essere un mandante, allora deve essere vero.

Noi amiamo Campobasso e anche i campobassani e quindi non vogliamo deluderli. Lo sveleremo a tempo debito e sarà una sorpresa. Posso solo dire che in questi ultimi giorni c’è qualcuno, un insospettabile, che l’ha già individuato. Se riguardi al rallenty l’esultanza di Cristiano Ronaldo dopo il terzo goal contro l’Atletico Madrid, lui lo indica chiaramente. Il mandante.

D: Il Movimento Io Amo Campobasso nasce dalla voglia di cambiare le sorti di una città in stato di abbandono da anni. Molti di voi firmatari hanno lasciato il capoluogo per cercare formazione e lavoro altrove. A questo punto una domanda è lecita: se amate Campobasso, non è che sono i campobassani a starvi sul cazzo?

R (AMO): Alcuni di noi si sono allontanati dal capoluogo per un errore di valutazione. Ti spiego: noi pensavamo che andare in altre città d’Italia o del mondo, guardare come funzionano, capirne le dinamiche di sviluppo, rubare spunti di buona amministrazione e portarli nella nostra città fosse un’idea intelligente. Invece ci siamo dovuti ricredere: la cosa migliore sarebbe stata passeggiare avanti e indietro per il corso, possibilmente vestiti da pacchiani e con una soppressata nella mano destra (perché nella sinistra ci vanno le chiavi della macchina); avremmo potuto risparmiarci tutti quegli anni lontani dalla famiglia e dagli amici di sempre e avere delle idee straordinarie e progetti di riqualificazione senza paragoni e, soprattutto, pronunciare correttamente “Oi nenna nè”. Però vorrei far notare che, dei 90 firmatari, ce ne sono 70 che hanno vissuto sempre nel capoluogo. Ma, si sa, 20 è maggiore di 70.

D: Dal 14 febbraio, giorno della presentazione del Manifesto, siete stati inondati di consensi ma anche di critiche impietose. Una tra tutte quella di appartenere ad un gruppo di élite con la soluzione in tasca. Detto in parole povere qualcuno ha tradotto le intenzioni in voglia di mettersi in mostra, scandagliando la posizione economica e sociale di firmatari e famiglie. Come pensate che il campobassano modello “reddito di cittadinanza” possa riconoscersi nei suoi probabili rappresentanti? 

R (CAMPOBASSO): Intanto chiariamo una cosa: a noi il Reddito di Cittadinanza piace moltissimo ma vogliamo fare di più, vogliamo introdurre il Reddito di “Mascionanza”, perché va bene la città ma bisogna pensare anche alle frazioni. Del resto siamo in un periodo storico in cui basta lavarsi una volta al giorno per essere considerati élite. Noi stiamo facendo del nostro meglio per evitare almeno il bidè e il bagno della domenica ma non riusciamo a scrollarci di dosso questa etichetta. Evidentemente dobbiamo fare di più. Nel programma che stiamo elaborando in queste settimane c’è un piano strategico per interrompere l’erogazione dell’acqua a tutti quelli che comprano più di un libro l’anno. Contestualmente abbiamo anche previsto il posizionamento di fioriere ed altri dissuasori fisici all’ingresso delle librerie della città per dirottare gli eventuali clienti verso i venditori di shottini a 2 euro che sono e devono restare il vero motore di sviluppo della città.

D: Nel corso di un’intervista, il portavoce del movimento ha parlato di "identità come processo continuo costruito certamente sulle tradizioni ma in costante cambiamento, un susseguirsi di ibridazioni e contaminazioni culturali in corso". Per caso avete intenzione di far sfilare i Misteri in sella ai  buoi di San Martino in Pensilis mentre platea e diavoli si infiammano nella battaglia delle arance?

R (IO): Il progetto ci sembra interessante a patto che ci sia Gigione a cantare la sera.

Per il resto "ibridare" significa, letteralmente, andare oltre i confini (tipo Limiti Inchiusi, per intenderci) e noi siamo fermamente convinti che i confini non servano.  Ti faccio un esempio: se a Colle dell’Orso si sentono pugliesi, che vadano pure. Non saremo noi a trattenerli. Però, prima, ci restituiscano le 10/12 rotonde che gli abbiamo costruito per rallegrargli le giornate, in assenza di qualunque altro spazio di aggregazione o culturale.

D: In città si è già scatenato il toto “sindaco in love”. Qualche possibile nome è stato incautamente annunciato proprio dalla stampa. Il riferimento è a Iannacone e Prencipe, rispettivamente giornalista Rai e avvocato, che hanno smentito come se gli fosse stata attribuita la strage degli ulivi in Salento. Siete davvero convinti che possa esistere tra voi una persona che abbia voglia di sottrarre tempo alla famiglia e alla professione per diventare il Collezionista di Anatemi come accade ad ogni sindaco in tutte le parti del mondo?

R (AMO): Approfitto della domanda per ringraziare Domenico Iannacone e Mariano Prencipe che, insieme agli altri 88, hanno sottoscritto e condiviso il nostro manifesto fin dal primo giorno.

La ricerca di un possibile candidato sindaco prosegue incessante, notte e giorno; abbiamo creato due squadre disposte in riga che battono la città in lungo e in largo inserendo delle lunghe aste nel terreno alla ricerca della persona giusta e siamo sicuri che a un certo punto verrà fuori.

I nomi  che stanno proponendo gli altri schieramenti politici (cdx, csx e m5s) sono davvero molto competitivi, per essere degli artropodi.  Non possiamo permetterci di sbagliare.

D: Ultima domanda. Io Amo Campobasso diventerà un laboratorio aperto indipendentemente dall’esito delle elezioni. Tra ingegneri, medici, chimici e biologi, pensate di sfruttare così lo spazio lasciato dall’ex deposito Enel crollato tempo fa?

R (CAMPOBASSO): Il crollo del capannone ex-Enel è la rappresentazione della decadenza della nostra città. Aspè, mi sa che questa cosa è stata già detta. Ricomincio. Il crollo del capannone ex-Enel è una ferita per l’intera comunità. Aspè, mi sa che pure 'sta cosa si è sentita già. Ricomincio. Il crollo del capannone ex-Enel ormai è avvenuto. Ora pensiamo agli altri spazi della città che sono abbandonati e rischiano di fare la stessa fine. Eh? Questa è bella… come? Già detta pure questa?

Allora facciamo così, andiamo per assurdo.

Il crollo del capannone ex-Enel è un falso: in realtà il proprietario aveva bisogno di vendere e se l’è fatto crollare da solo.

Questa non è stata detta da nessuno ma tutti l’hanno pensata.

Ecco. Noi vorremmo portare una nuova onestà in città, che è l’onestà intellettuale per cui le persone si prendono la responsabilità delle proprie scelte e delle proprie azioni e che ci mettano, sempre, il nome e la faccia.  Noi lo stiamo facendo. E le critiche personali ci rafforzano e ci fanno capire che siamo sulla buona strada.

Ora scusaci ma dobbiamo andare, abbiamo appuntamento col mandante.

Voi invece andate su www.ioamocampobasso.it e sottoscrivete il manifesto. Porta fortuna. Mario Presutti, che ha sottoscritto ieri, ha vinto un abbonamento stagionale per gli impianti di sci di San Giovannello.

(N.B: le fonti hanno chiesto di rimanere riservate, il giornalista è tenuto a rispettare il segreto professionale e ad informare il lettore di tale circostanza).