Campobasso. Presentato il libro di Michela Marzano "Idda" sul legame fra identitĂ , memoria e amore

"Idda", il romanzo della filosofa Michela Marzano presentato ieri, mercoledì 13 marzo, che dialoga con Mino Dentizzi è un romanzo sull'identità, sulla memoria e sulla potenza dei rapporti. Le protagoniste del libro sono due donne: Alessandra, biologa che dopo la morte della madre con cui aveva un rapporto quasi di dipendenza, rompe qualsiasi tipo di rapporto con la propria terra, il Salento trasferendosi a Parigi, dove vive con il compagno Pierre, e Annie, alla quale le viene diagnosticata la demenza e viene ricoverata presso una clinica. "Ogni volta che scrivo un libro - ha dichiarato l'autrice - mi devo immedesimare con tutti i protagonisti, divenendo loro, mettendomi nei loro panni. Idda è nato perchè alla madre di mio marito, Renée le è stata diagnosticata l'alzheimer, e quindi ho potuto immedesimarmi con Alessandra".  Alessandra, dopo il trasferimento si rifiutava di parlare in dialetto, intorno ad essa si era costruita una fortezza, per proteggersi dal proprio passato, rifiutandosi di dipendere da qualcuno, come è stata per molto tempo dipendente dalla propria madre. La malattia della suocera, e il voler ricostruire la vita di quest'ultima, porterà Alessandra ha fare i conti con il proprio passato, riscoprendosi figlia, e quando ciò accade, tutta la fortezza che si era costruita si sgretola, facendole riaffiorare le parole e i ricordi dell'infanzia che lei stava soffocando. "La fragilità di Anne - ha commentato Michela Marzano - diventerà un punto di forza per Alessandra che farà scelte importanti in futuro". Pierre, il compagno di Alessandra, è un altro personaggio molto importante all'interno della storia: "Lui  rappresenta un punto fermo per Alessandra, ma non posso dirvi altro altrimenti vi svelo tutto il libro. Posso dirvi che ci sono due misteri importanti che riguardano le due protagoniste femminili. Ma anche questo non posso svelare" - ha commentato sorridendo l'autrice. In Idda quindi, si parla di forme di malattie non guaribili, dalla semplice demenza all' alzheimer, che portano le persone affette da queste tipologie a non ricordare interamente il proprio passato, ma piccoli frammenti della nostra vita, che li portano a dipendere da altre persone. "C'è quindi un inversione dei ruoli,   - ha specificato l'autrice - siamo noi a doverci occupare dei nostri cari e fare i conti quindi, con una persona che conosciamo che ormai non c'è più, perchè la malattia la porta a non ricordare la vita vissuta e a volte a non riconoscere neanche i familiari". L'identità, la memoria e l'amore: i tre punti forti di questo libro: "L'amore - ha dichiarato Michela Marzano - è il riconoscere le persone per quello che sono non per quello che potrebbero essere. Le persone malate vivono in un'altra dimensione, differente dalla nostra, e noi dobbiamo sforzarci di entravi per capire l'essenziale". In conclusione, tornando a parlare della suocera, Michela Marzano ammette di aver un unico rimpianto: "Non aver fatto in tempo a farlo leggere a Renée, perchè se ne è andata via troppo presto - ha dichiarato commossa l'autrice. 

R.O.