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Endometriosi, ieri l’evento al Circolo Sannitico: “La Regione, dopo la legge del 2015, dov’è?”


L’endometriosi riguarda il 15% e il 20% della popolazione femminile in età riproduttiva ma nonostante 150 milioni di donne nel mondo ne sono affette (3 milioni solo in Italia) dell’endometriosi si sa poco e nulla. Dagli studi scientifici e dalle testimonianze di molte donne si è compreso quanto è invalidante il dolore provocato dalla patologia, quanto poco ne parlano le donne colpite dalla stessa e quanto il problema più grande legato all’ Endometriosi sia il ritardo nella diagnosi, che spesso arriva dopo 10 anni dai primi segnali.
Con queste premesse si è tenuto oggi, 9 marzo, il convegno “Endometriosi: vero o falso? I falsi miti, i tabù e le importanti verità da sapere” organizzato dall’associazione Una Voce per le Donne, Auser Osservatorio Regionale Pari Opportunità e il patrocinio del Comune di Campobasso. Un evento con il preciso intento di stabilire un punto di incontro significativo per una patologia ad altissimo impatto sociale non ancora adeguatamente percepito dalla popolazione femminile. L’impressione è che le donne affette da endometriosi continuino ad essere identificate come la propria malattia, come il proprio dolore, senza considerare invece che si tratta prima di tutto di donne, lavoratici, magari cassaintegrate, impiegate, mamme. Questa visione limitata fa si che manchino ancora le tutele sul lavoro, un’esenzione almeno parziale sui farmaci, ed una sensibilità rispetto al tema del dolore, nonostante sia indubbio che tramite i LEA (l’endometriosi è stata introdotta nelle tabelle LEA nel 2017), il PNC e i registri si siano fatti passi avanti in termini di riconoscimenti e strategie di cure, rispetto al passato.
Passi avanti, ma ancora pochi. L’onorevole Annaelsa Tartaglione ha sposato la causa e dopo un primo confronto con gli ideatori del convegno, ha dichiarato: “Assumo pubblicamente l'impegno a farmi vostra portavoce presso il parlamento. Spero che questa prima manifestazione serva a creare una squadra affiatata dove ognuna di noi possa ricoprire un ruolo importante e utile alla causa. Il mio sarà quello di lavorare all'interno delle istituzioni a difesa dei diritti di chi purtroppo è costretto a convivere con questa grave patologia. Nei prossimi giorni sarò a Campobasso e spero di aprire con tutte voi un dialogo proficuo”.
Sono intervenute all’evento la ginecologa Ida Vercillo chiarendo che “la malattia si manifesta quando cellule dell'endometrio, il tessuto che riveste l’utero, migrano in altre sedi del corpo. La diagnosi è spesso difficile e lunga. La molteplicità delle sue manifestazioni è uno dei motivi per i quali spesso l’endometriosi viene scoperta solo dopo anni. L’endometriosi non causa soltanto dolore, assenze dal lavoro e compromissione della qualità della vita. La malattia, se non curata adeguatamente, può portare all’infertilità o alla sterilità femminile”. Situazioni che spesso
compromettono anche lo stato psichico della donna, così come spiegato dalla psicologa Mariangela Lepore. “Oltre che sul benessere fisico, l'endometriosi può avere anche conseguenze psicologiche e pesare notevolmente sul rapporto di coppia e sociale. La letteratura esistente indica che la qualità di vita e la produttività professionale risultano ridotte nelle donne affette da endometriosi. Ma gli studi sinora effettuati sono stati condotti su campioni di piccole dimensioni o solo nelle fasi immediatamente successive alla diagnosi”. Infine è stato posto l’accento anche sulla correlazione endometriosi e alimentazione dalla dietista Emanuela Ferrara. “Molte donne hanno notato un miglioramento per quanto riguarda i sintomi eliminando alcuni alimenti dalla loro dieta quotidiana. In generale, per trattare l’endometriosi, bisogna ridurre il consumo di alimenti trasformati e quelli che contengono additivi artificiali. Alcuni medici nutrizionisti hanno scoperto che molte donne che soffrono di endometriosi manifestano anche un certo grado di intolleranza agli alimenti che contengono glutine”.
L’evento si è chiuso con la volontà di creare una maggiore coesione tra il mondo delle Associazioni e delle Istituzioni, uniche capaci di fare sintesi e portare avanti quella che è una vera e propria battaglia nei confronti di una malattia subdola e invalidante e ricordare che il Molise possiede una propria legge regionale sull’endometriosi ((legge 10 febbraio 2015 n.1) ma che non ha mai trovato attuazione.