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#ludostorie_Donne in politica, intervista ad Annaelsa Tartaglione: dal volantinaggio nelle campagne elettorali ai banchi del Governo

Tra i volti più noti della politica molisana -e non solo- sicuramente c'è lei: Annaelsa Tartaglione. Classe 1989, militante di Forza Italia dall'età di 18 anni e definita dal Fatto Quotidiano "la nuova pupilla di Berlusconi". Effettivamente, Annaelsa non passa inosservata e questo non solo per la sua bellezza ma anche per la sicurezza che trasmette. Caratteristica, probabilmente, frutto di un cursus honorum breve ma denso e degli studi universitari, coronati dalla laurea in Scienze Politiche.
Fuori dalle 'stanze del potere' chi è Annaelsa Tartaglione?
“Una persona  che attraverso l’impegno è riuscita a trasformare una passione in una missione concreta. La sfera pubblica e quella privata dei politici dovrebbero rimanere separate, ma spesso è guardando al  privato che i cittadini si fanno una idea dei valori che ispirano i propri rappresentanti. Se devo scegliere una solo caratteristica posso dire che sono una persona determinata, nella vita privata, in politica e con me stessa”. 
A 10 anni cosa sognava di diventare?
“Sognavo di indossare la toga nera di raso degli avvocati e arringare una giuria con un pubblico silenzioso ad ascoltarmi per far assolvere un innocente. Forse è stata la visione dei tanti film del genere, ma in realtà sono stata sempre affascinata dal potere che esercitano coloro che sanno usare la parola e che lo fanno per aiutare i più deboli. Poi crescendo ho compreso che in uno stato democratico grande potere risiede nell’ordinamento giudiziario e che occorre grande forza e competenza soprattutto  per punire i reati e tutelare gli innocenti.  Non sono diventata un avvocato, ma ricopro, comunque, un ruolo che mi consente di aiutare chi ne ha bisogno”.
Quando e perché è iniziata l'attività in politica?
“Non c’è stata campagna elettore ad Isernia dove da bambina non abbia distribuito  volantini elettorali, la prima volta è stata con sopra la foto di mia madre. Ho avuto la fortuna di avere una genitore impegnato in politica e sicuramente questo ha accresciuto la mia curiosità per questo mondo. Poi crescendo, ho iniziato a frequentare il movimento giovanile di Forza Italia. La passione e l’impegno con i quali ho vissuto quell’esperienza giovanile mi hanno consentito di ricoprire ruoli sempre di maggiore responsabilità all’interno del partito, fino alla grande occasione della candidatura alle scorse elezioni politiche”.
In Italia il tasso di femminicidi non si arresta e risulta difficile denunciare episodi di violenza, soprattutto in piccole realtà come quelle del Molise. Ha idee concrete sul tema?
“Occorre che le ragazze trovino sempre il coraggio di denunciare. Come ha fatto la ragazza che ha subito violenza l’atro giorno nell’ascensore della stazione della ferrovia Circumvesuviana. Il tasso di valenza é molto elevato e purtroppo solo due casi  su dieci finiscono all’attenzione dell’autorità giudiziaria. Ritengo si tratti di un problema culturale che va combattuto con le armi della cultura. La donna è ancora vista, in troppi casi, come inferiore all’uomo. Abbiamo in ogni aspetto della vita  quotidiana  forme di discriminazione  apparentemente innocue. Eppure queste piccole discriminazioni favoriscono l’affermarsi di forme di possesso, e per corollario  di sottomissione,  di dipendenza psicologica, fisica ed economica  degli uomini nei confronti delle donne. Il passo dal  predominio alla violenza fisica a volte è facile. Non tutte le donne hanno la forza, l’autostima e l’autonomia necessaria di ribellarsi . Non è un problema di severità delle pene: le pene ci sono e vengono applicate quando purtroppo il peggio è già avvenuto. Dobbiamo prevenire ed  invertire un trend culturale che è alla base di questo stato di cose”.
In Molise c'è un solo medico non obiettore di coscienza che effettua interruzioni di gravidanza. Cosa fare?
“Il diritto all’obiezione di coscienza, previsto dalla legge 194, va garantito. Dall’altro canto va superato anche un riflesso condizionato nei confronti di quei medici che effettuano l’interruzione di gravidanza. Spesso ci sono dei preconcetti, dovuti a retaggi culturali e religiosi, verso quei medici per cui in Regioni come la nostra scegliere di non essere obiettori diviene una strada più semplice da percorrere. Credo che in ogni regione bisognerebbe garantire adeguatamente il servizio anche attraverso concorsi finalizzati alla applicazione della legge 194. Il diritto all’aborto è un tappa nell’evoluzione democratica del paese e per tanto deve essere garantito”.
Il Molise vanta il primato per donne che fanno impresa.Un fattore su cui lavorare per favorire la crescita economica della piccola regione? Come?
“Questo è un primato  sul quale fare leva. Ormai le analisi economiche dimostrano che laddove  i tassi di impiego femminile sono più alti, maggiori sono i livelli di benessere economico delle famiglie e  anche il livello di istruzione degli studenti. una realtà con più donne al lavoro è una società migliore. Dove poi le donne non solo lavorano, ma sono alla guida delle strutture decisionali il livello delle per- formance aziendali è miglior, come ha osservato la Consob. Il Molise nel suo piccolo deve proseguire con questa tendenza.
Qualche giorno fa, Giuditta Lembo ha scritto che le donne in Molise vale ono zero. "Zero donne in giunta, zero donne segretarie di partito.". Come commenta?
“Comprendo la provocazione della dottoressa Lembo, ma non la condivido.  Per sostenere la propria tesi  non occorre oscurare Il contributo che le donne apportano alla politica in Molise. Sicuramente le donne per ottenere ruoli apicali devono impegnarsi di più rispetto gli uomini, ma spesso capita che questo accada. Che poi ci sia una mancata capacità di fare gioco di squadra fra noi donne, rispetto agli uomini credo emerga anche da certe prese di posizione”.
Cosa pensa della reazione di Salvini al caso che vede come protagoniste Aida Romagnuolo e Filomena Calenda?
“Sono vicende che riguardano altri partiti, quindi preferisco non entrare nel merito”.
Cosa risponde a chi dice che parte del suo successo è dovuto alla sua, indiscutibile e oggettiva, bellezza?
“Le donne sono vittime di un sistema ancora pieno di pregiudizi. Oggi in pochi pensano che l’onorevole Mara Carfagna sia parlamentare in virtù della sua avvenenza. Ma per far distogliere l’attenzione dal suo aspetto fisico e farla concertare sulle sue idee ha dovuto impiegare anni di duro lavoro. Spero per presto anche nei confronti di altre giovani donne si guardi solo ai contenuti e non all’esteriorità. Nella mia esperienza posso dire che a 28 anni ho avuto l’opportunità si guidare un  movimento politico dopo una lunga fase di commissariamento. Abbiamo vinto le elezioni strappando la Regione al centrosinistra, in un momento dove l’ondata favorevole  dei 5 stelle alle urne rischiava di ripetersi anche in Molise. In un mese siamo stati capaci di ribaltare il risultato delle politiche dove il centrodestra aveva preso il 29% e i 5 stelle avevano sfiorato il 45%. Frutto di una coalizione ritrovata, capace di dare una proposta concreta per il Mo- lise. Forza Italia nonostante il vento favorevole dell’alleato leghista è stata la prima lista in Regione, l’unica ad aver eletto tre consiglieri. Grazie ad un’azione sinergica con il governatore Toma oggi vanta di due rappresentanti in giunta, oltre alla personale soddisfazione  per l’elezione in Parlamento, credo di poter tracciare un bilancio positivo guardando ai risultati prodotti. Ma non bisogna soffermarsi troppo sul passato. Occorre guardare al futuro. Ora siamo concentrati sulle elezioni amministrative ed europee. Soprattutto quest’ultime saranno uno spartiacque decisivo per il futuro delle donne, degli uomini, dei popoli di tutta l'unione europea e del nostro Paese”.