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Il PD torna in vita. I medici ringraziano tutti coloro che hanno donato un bel pezzo di fegato

di Cristina Salvatore 

Alla luce dei risultati delle Primarie del Partito Democratico, è doveroso fare più di una considerazione.

1)Il PD è l’esempio lampante di quanto siano fondamentali anche le piccole donazioni per aiutare la ricerca.

2) Che per apprezzare davvero qualcuno, bisogna perderlo e passare dieci mesi con Salvini.

3) Che Zingaretti Nicola ha un fratello bono.

4) Che nessuno può mettere Matteo Renzi in un angolo perché continuerà a vivere nel nuovo segretario regionale, Vittorino Facciolla.

Per quel che riguarda il partito a livello nazionale, il governatore del Lazio, Nicola Zingaretti, è stato eletto a furor di popolo e si è trattato, nel suo caso, di un vero e proprio plebiscito.  In Molise, invece, i tre candidati alla segreteria, Buono, Durante e Facciolla, hanno giocato una partita dai risvolti imprevedibili fino all’ultimo minuto.  

L’affluenza è stata notevole: sono andati alle urne per le primarie circa 1,8 milioni di persone e anche in Molise il risultato è stato superiore alle aspettative. Chi poteva votare? Tutti quelli che ne avevano diritto, voglia o stimolo, in sostanza. Non sono mancate le polemiche in merito alla possibilità di accedere ai seggi anche per stranieri e giovani dai 16 anni di età, pur considerando che la regolamentazione interna del partito lo preveda e scandisca chiaramente le proprie direttive. D’altra parte il voto espresso riguardava la composizione della segreteria dei Dem non la possibilità di salvare o meno un ministro da un processo penale. Oltretutto, ognuno, a casa sua, decide chi accogliere e ospitare, e pure le modalità. Qualche dissenso è stato esternato anche per la donazione dei due euro, critiche mosse da chi ha scansato le primarie come si scansano le carcasse di animali in centro strada. In Italia le cose funzionano sempre al contrario: è l’unico Paese in cui esistono persone che si preoccupano degli spicci che spendono consapevolmente gli altri. Se decidi cosa farne dei soldi che ti appartengono, sei un deficiente. Nel caso in cui, però, la cifra salga fino a toccare le vette dei quarantanove milioni, sperperati sottobanco, sei un valoroso. Verrà quindi normale aspettarsi la possibilità che, mentre si è alla cassa per pagare un banale pacchetto di Vigorsol alla banana, qualcuno di questi geni si sentirà in dovere di fissarti come se gli avessi rubato denaro per tatuarti una fava sulla fronte.  

Arriviamo all’esito finale per quel che concerne la Terra di Mezzo: Buono ha coperto bene la sua Venafro e qualche territorio nei paraggi, Durante ha conquistato i centri più grandi come Campobasso e Isernia e Facciolla ha sbancato  in basso Molise, soprattutto nella sua San Martino in Pensilis. Ancor prima della chiusura dei seggi, si poteva sentir bene la voce della Loren echeggiare nelle valli "and the Oscar goes to… Vitto’ !”.

Ma facendo due brevi calcoli, il fenomeno è qualcosa che davvero merita uno studio approfondito.

Oltre 1400 persone si sono recate alle urne per sostenere il loro candidato preferito, nonché sindaco per due mandati, e compaesano. Il seggio era uno solo in tutto il paese e le postazioni per il voto due. Calcolatrice alla mano viene fuori che:si votava dalle ore 8 alle ore 20; 12 ore in totale. Per conoscere i minuti a disposizione basta una semplice moltiplicazione: 12h per 60’ = 720’.

Per sapere quante persone hanno votato ogni minuto basta fare la divisione 1400 (arrotondando per difetto) diviso 720’ = 1,9444...

In parole povere a San Martino ogni minuto due persone esprimevano la loro preferenza nell' arco delle 12h disponibili, ininterrottamente. Senza sosta. Non può esserci stato un solo buco dovuto alla pausa pranzo o caffè, nessuna interruzione per andare un attimo in bagno da parte degli scrutatori ma una staffetta perpetua e continua dei partecipanti alla democrazia. Chi è passato di lì per un normale controllo ha subito notato il nastro trasportatore sul quale venivano fatti salire i votanti, mentre chi si avvicinava per pura curiosità allo stand si è ritrovato con un pistone montato dentro l’ombelico senza capirci nulla. Una macchina perfetta in grado di non incepparsi mai. Saputa la notizia, alla Ford i dirigenti hanno avuto delle scomposte crisi esistenziali. Comunque il dato di fatto è uno solo ed è inconfutabile: mai sottovalutare la forza dei piccoli comuni e l’affetto che riescono a donare incondizionatamente. Il popolo ha deciso e ha dimostrato concretamente il reale potere dell’unione. Si spera che questa volta il PD ne colga davvero l’esempio.