TERMOLI REVOCA LA CITTADINANZA ONORARIA A MUSSOLINI, LA POSIZIONE DI MOLISEWEB: FINALMENTE SI RISPETTA LA LOTTA PARTIGIANA - Molise Web giornale online molisano
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mercoledì, 15 luglio 2015
Termoli revoca la cittadinanza onoraria a Mussolini, la posizione di Moliseweb: finalmente si rispetta la lotta partigiana
Finalmente Termoli cancella una parte della storia fascista. Grazie a una mozione del consigliere Paolo Marinucci è stata abolita la cittadinanza onoraria a Benito Mussolini con dieci voti a favore, cinque contrari e otto astenuti. Un provvedimento che prese l'amministrazione comunale del 1924, due anni dopo la marcia su Roma del 1922. Una scelta avvenuta in pieno regime che serviva certo a ingraziarsi il Duce. Non era un obbligo ma chi lo faceva veniva considerato "più obbediente degli altri" . Obbedire, credere e combattere erano le parole d'ordine di allora. La motivazione con la quale fu attribuita la cittadinanza onoraria ora non sta in piedi: "ottimo statista e uomo di governo che ha salvato l’Italia dal baratro dell’anarchia e del fallimento".
 
Ora sappiamo benissimo che il fascismo tutto è stato tranne che un buon governo. I libri di storia hanno riconosciuto il fascismo come una dittatura. Come un regime antidemocratico. E bene ha fatto il consigliere Paolo Marinucci a sottolinearlo e a chiedere che questo atto fosse annullato. Nulla di straordinario, secondo noi di Moliseweb.it, revocare quella cittadinanza attribuita da chi era sotto il giogo di un governo che o si appoggiava o si appoggiava. Benito Mussolini è stato così definito dalla storia e dalla storiografia moderna:  dopo avere conquistato con la violenza il potere, si rese responsabile della soppressione di tutte le libertà democratiche, a cominciare dal Parlamento, di avere fatto sopprimere e incarcerare i suoi oppositori e di avere instaurato in Italia un regime autoritario. Nulla a che fare quindi con l'ottimo statista descritto dall'amministrazione comunale di Termoli appartenuta al ventennio fascista.
 
Ora però sappiamo che a Termoli in molti si sono ribellati a questa decisione del consiglio comunale. Tra questi anche il giornalista professionista Pietro Eremita. Sostenendo che questo provvedimento fosse inutile e antistorico, come se si dovesse cambiare la toponomastica della città e togliere anche le intitolazioni alle strade a Vittorio Emanuele III che insieme a Mussolini ha promulgato le leggi razziali del 1938, volute da Hitler, accettate da Mussolini e che hanno provocato l'inizio della fine del ventennio. L'errore storico più grande di un fascismo che però già aveva interrotto ogni libertà personale, ucciso chi come Giacomo Matteotti voleva tenere in piedi i partiti politici. Secondo noi di Moliseweb.it la decisione del comune di Termoli sarebbe dovuta esserci già negli anni 50, quando il regime è caduto. La vera offesa alla città molisana era stata fatta non togliendo la cittadinanza non appena il regime è caduto. La vera offesa per Termoli è stata avere Mussolini come concittadino dal 1946 fino al 2015. 
 
Quello che è avvenuto ora è solo un ristabilire una verità storica: Mussolini è stato un dittatore non un ottimo statista e uomo di governo. Le proteste sui social network le troviamo tanto strumentali quanto antistoriche. Da parte nostra un applauso a Marinucci e all'amministrazione Sbrocca che ha agito su cose che la democrazia cristiana dei vari Lapenna, D'Aimmo e Di Giandomenico non è riuscita mai a dire nemmeno mezza parola. Finalmente Termoli si libera di un concittadino scomodo. E con Termoli anche il Molise.
 
Viviana Pizzi 
 
 

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