Reddito di cittadinanza. Al Sud metà dei dipendenti guadagna meno del sussidio. Molise al quinto posto

dove vive chi guadagna meno di 9.999 euro l'anno
fonte 'Il sole 24 ore'
Ci sono 400 mila persone occupate che guadagnano meno di 780 euro al mese e che se si licenziassero avrebbero i requisiti per ottenere il reddito di cittadinanza e se questo avvenisse la spesa crescerebbe di 2 miliardi a regime, così come dichiarato da Giuseppe Pisauro Presidente dell'Ufficio parlamentare di Bilancio.

“Per come è congegnato il reddito di cittadinanza è connotato dalla debolezza degli incentivi a partecipare spontaneamente all’attività lavorativa. Questo disincentivo - ha dichiarato Giuseppe Pisauro nel corso dell’audizione in Senato sul reddito di cittadinanza - è aggravato dal fatto che il reddito potrebbe spiazzare segmenti del mercato del lavoro, soprattutto al Sud, caratterizzati da retribuzioni particolarmente modeste eventualmente dovute a rapporti part-time o di collaborazione, per i quali l’attività lavorativa non risulterebbe economicamente conveniente”.

È stato lo stesso Presidente dell'Inps Tito Boeri ad affermare che il 45% dei lavoratori del Sud guadagna meno di 780 euro al mese, la cifra massima elargita al singolo che otterrà il sussidio voluto dal MoVimento Cinque Stelle.

Chi dovesse ottenere questa somma per 12 mesi, in un anno riceverebbe circa 9.360 euro, e quello che preoccupa è che in Italia c’è chi guadagna meno di questa cifra.

Cosa fa chi guadagna meno di 9.900 euro l'anno?

Secondo i dati Inps il 7,99% è apprendista, il 7,17% svolge il lavoro di operaio, mentre il 2,9% è impiegato. C’è poi una quota minima di quadri e dirigenti che non raggiungono questa somma in entrambi i casi  sono lo 0,01%.

E come si evidenzia dall'analisi fatta dall'Inps questi lavoratori vivono per la maggior parte al sud. Al primo posto c'è la Calabria con l'11,22%, a seguire la Sicilia con il 9,89% e in quinta posizione si classifica il Molise con l'8,20%.

A questo punto allora converrebbe non lavorare.
Al momento della richiesta del beneficio, infatti, l'intero reddito da lavoro guadagnato entra nel reddito del nucleo familiare da integrare con il  reddito di cittadinanza  "il che - come ha dichiarato Pisauro - corrisponde all'applicazione di un'imposta implicita del 100% se il reddito da lavoro è pari o inferiore alla soglia"

Migliaia di persone, dunque, potrebbero decidere di farsi licenziare per guadagnare di più con il reddito di cittadinanza. Se già inoccupate, potrebbero essere poco motivate nella ricerca di un nuovo lavoro.