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Turismo e spopolamento, è allarme in Molise: senza i profili falsi gli abitanti scenderanno a diecimila

Mala tempora currunt. I molisani si sa, sono persone di buon cuore, grande tempra, immensa generosità e infinita pazienza. Fino a quando non la perdono. Il limite è vicino, per molti è stato addirittura sorpassato, il resto non lo sa perché vive all’estero. Basta farsi un giro nei 136 comuni della Terra di Mezzo, chiedendo alla gente normale quali siano i problemi più urgenti da risolvere in una scala di valori da uno al frecciolone, che le risposte, come per magia, confluiscono nella stessa direzione: la classe politica tutta.
Ma iniziamo per gradi:
Una delle priorità del governo targato Toma si è rivelata essere l’attenzione per il turismo e per le tradizioni, e fin qui tutto bene. Il Molise è terra ricca, piena di siti archeologici e colma di acqua, l’oro blu. E’ effettivamente un peccato lasciare che siano solo i piccioni a godere dei monumenti storici e dell’infinita schiera di pale eoliche che ornano le colline di Molisewood. L’idea è quella di riservare a privati possessori di partita IVA - grazie ad un bando sulla micro ricettività - un bottino da 16milioni di euro. Dove è il trucco? I detrattori hanno subito pensato che l’inganno si celasse nella consegna del danaro con monetine da cinque centesimi, e invece pare che i soldi ci siano, siano di un verde brillante e profumino di Zecca dello Stato. C’è un però. Non di poco conto. Il Molise si sta spopolando. I giovani vanno via e le strutture ricettive registrano il pienone solo quando (per una qualche coincidenza astrale ancora tutta da studiare), Cruciani si lava i capelli: due volte l’anno. Il Molise sarà pure bello ma i collegamenti, i trasporti e le infrastrutture in generale spaventano, demotivano e rischiano di fermare i turisti a metà del binario 20 Bis, quando sono ancora in tempo per virare su Ladispoli. E virano su Ladispoli. E la sanità? Altro tasto dolente, dolentissimo. Vi siete mai chiesti cosa potrebbe accadere se qualche visitatore, nel b&b vista lago, sul cucuzzolo di una montagna del Matese, avesse bisogno di una visita urgente in ospedale? Niente paura, la risposta è delle più incoraggianti: Cotugno ha fatto sapere che con una buona parte dei soldi si provvederà a piazzare dei cartelli lungo il perimetro molisano in cui a caratteri cubitali lampeggerà l'insegna “venite già operati!”.
Quando, poi, si pensa che qualcosa si stia muovendo, che qualcuno abbia finalmente deciso di mettere fine allo strazio del popolo della Terra di Mezzo, compaiono articoli di giornale che raccontano l'impegno del Governatore nostrano a Bruxelles.  “Ora parlerà di noi – sperava la gente – dirà che servono soldi per gli ospedali pubblici, che non si possono aspettare mesi per una Tac, che i ponti crollano, che le strade sono ridotte male, che non abbiamo lavoro, che i ragazzi vanno via sul frecciolone… e lo farà sapere a tutta l’Europa!”. Ma il numero uno della Regione, alla guida della sua costosa Ferrari, sale invece sui marciapiedi e stende pure la più fragile delle speranze. Riassunto: sopporta meglio le interrogazioni dei 5Stelle che un Ciccio Pasticcio su Facebook. Fa sapere che molti profili fake parlano male di lui, che rovinano l’immagine del Palazzo di Via Genova e che costituiscono una grave minaccia anche per la Cina, la Russia e Trump. Vanno fermati. Sotto, un estratto del discorso. Del Governatore del Molise. A Bruxelles, Belgio.
“Nelle scorse settimane – le parole del Presidente Toma - , io stesso sono stato oggetto di insulti, intimidazioni e quant’altro, attraverso blog e profili falsi. Non sono solo i criminali a costituire una minaccia, ma anche taluni individui, mentalmente instabili, che vanno assolutamente fermati, perché attivano una spirale infinita e pericolosa. Soggetti che io definisco “leoni da tastiera” (in realtà il termine è stato coniato dalla giornalista S.Lucarelli anni fa, ndr) i quali, facendosi scudo dell’anonimato, riescono a ingiuriare chi fa il proprio lavoro. E sebbene non vi sia nulla da temere dalle ingiurie, queste situazioni creano comunque ansia e tensione, soprattutto in chi ti sta vicino, familiari in primis. […]Ritengo sia quanto mai opportuno, domani nella seduta plenaria del Comitato delle Regioni, fare una seria riflessione sugli emendamenti al parere sui social e sulla diffusione delle opinioni attraverso i social. Dobbiamo combattere assolutamente l’anonimato. Fermo restando la libertà di opinione e di critica, occorre far sì che ognuno abbia la facoltà di parlare, intervenire, scrivere, ma nella massima trasparenza e non sotto falso nome”.
Ora, ammesso che, in effetti, il proliferare dei profili falsi sia un fenomeno decisamente fastidioso, spesso irritante ma antico come il cucco, esiste da sempre la Polizia Postale oppure, per chi non ha voglia di alzarsi dal divano, un pulsante  accanto all’immagine social di Tizio e Caio permette la segnalazione e la verifica dell’account con i tempi dilatati e comodi di Zuckerberg, ovvio. Sappiate quindi  che qualcosa si smuoverà ma tocca munirsi di grande pazienza perché si impiega molto meno a debellare la tigna con una pomata a base di rugiada. Comunque, per accelerare le pratiche, basta pigiare il tasto “segnala” più volte, e via, si attiva il controllo dell’account. D'alta parte i molisani insegnano la pazienza: aspettano un lavoro da anni. Alla luce di questo, immaginate lì, in quel di Bruxelles, quanto deve essere stato sconvolgente per i presenti realizzare di aver fatto un viaggio fino in Belgio per apprendere che Ciccio Pasticcio e Ciccio Formaggio importunano Donato Toma e la sua Giunta. Non c’avranno dormito la notte.  E qui bisogna assolutamente giungere ad una conclusione perché il popolo merita rispetto: se il detto “chi sbaglia paga e i cocci sono i suoi” è di una verità incontrovertibile, ne esiste uno che conserva sempre una rara saggezza universale: “male non fare, paura non avere”, tanto, il tempo, è galantuomo.