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Venafro. Choc all'asilo nido, bimbi costretti a picchiarsi. La politica rompe il silenzio

Mentre ci si interroga su  cosa scatta nella testa di una insegnante per poter alzare le mani nei confronti dei propri alunni, arrivano le reazioni del mondo politico e della scuola in merito agli episodi di violenza che si sono verificati in una scuola di Venafro.
Il presidente della Provincia di Isernia, Lorenzo Coia commenta che "un crimine orrendo come quello della violenza su minori indifesi  va denunciato e perseguito penalmente e offende la comunità scolastica, quella civile e allarma i genitori".
Coia però aggiunge che "accanto a questi deprecabili episodi, dei quali dobbiamo tenere alta la guardia, vi sono la maggioranza di azioni positive di docenti, istituzioni scolastiche, enti locali, che quotidianamente operano per garantire quel diritto costituzionale alla istruzione per conseguire un pieno e consapevole diritto di cittadinanza ai futuri cittadini della Repubblica".
Per la dirigente dell'Ufficio Scolastico Regionale del Molise, Anna Paola Sabatini episodi come quelli che si sono verificati nella scuola di Venafro  "turbano la nostra comunità e colpiscono la parte più vulnerabile di essa, i nostri piccoli. Siamo scossi per quanto accaduto. Episodi di questo genere vanno a infrangere il patto educativo con le famiglie e l’essenza stessa della nostra missione di educatori. Siamo vicini innanzitutto ai bambini, alle famiglie, alla comunità, al dirigente scolastico e a tutti gli operatori della scuola e  sosterremo  tutte quelle azioni che saranno necessarie a tutelare i nostri piccoli alunni. Assicurando la nostra massima collaborazione, ringraziamo la Magistratura e tutte le Istituzioni che hanno agito con celerità ed efficacia e rimaniamo fiduciosi nel loro operato nella ulteriore definizione dei fatti e delle responsabilità relative al caso”.
Secondo la consigliere regionale della Lega, Aida Romagnuolo i maltrattamenti negli asili, "sono le cause di un’emergenza tra omertà, lacune nella selezione e scarse tutele" e chiede l'immediata istallazione di telecamere di videosorveglianza. Su questo tema si è poi soffermata la deputata Annaelsa Tartaglione, ricordando "che il disegno di legge presentato da Forza Italia proprio sulla videosorveglianza negli asili e presso le strutture per anziani e disabili, è stato già approvato alla Camera e ora deve passare al vaglio definitivo del Senato. Voglio quindi rivolgere un appello a tutte le forze politiche: facciamo presto, la difesa dei nostri bambini rappresenta una assoluta priorità". A tal proposito ha ricordato Filomena Calenda che "nei mesi scorsi, grazie alla collaborazione con l’assessore regionale alle Politiche Sociali, Luigi Mazzuto, è stata inserita, nelle linee programmatiche regionali, l’adozione di servizi di videosorveglianza in tali strutture". Un intervento opportuno e necessario, anche per la consigliera regionale , Paola Matteo "che - ha detto - va a mio giudizio accompagnato con un lavoro di controllo rispetto ad eventuali situazioni di disagi vissuti dalla categoria degli insegnanti".
Intanto per le due maestre, per le quali il Gip ha ritenuto sufficiente la misura interdittiva e non l'arresto, la prossima settimana ci saranno gli interrogatori di garanzia.
Secondo il procuratore di Isernia, Carlo Fucci si deve andare a giudizio in tempi rapidi. Tutto era iniziato a novembre dopo la denuncia di alcune madri. Le intercettazioni video-ambientali della Polizia hanno registrato 150 episodi di violenza, verbale e fisica, esercitata sugli alunni ed episodi di incitamento alla violenza di un bambino sull'altro.
Intanto sui social è scattata la rabbia e la gogna mediatica nei confronti delle due insegnanti che presto dovranno rispondere davanti al giudice del loro comportamento violento nei confronti dei bambini e di incitamento alla cosiddetta legge del taglione.