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Fca Fiat, Manley annuncia modifiche al piano industriale. A rischio gli investimenti a Termoli, sindacati sul piede di guerra

L'ecotassa, norma inserita nella manovra di bilancio approvata dalla Camera dei deputati del Governo Lega-M5S potrebbe modificare il piano di investimenti di 5 miliardi di euro di Fiat Chrysler in Italia. A ribadirlo, ancora una volta, è l’amministratore delegato di Fca Mike Manley. Al suo esordio al salone dell’auto di Detroit, il neo Ad ha spiegato che Fca sta lavorando “all’adeguamento del piano di investimenti in Italia alla luce dell'ecotassa” assicurando che il piano "non viene stoppato". Mike Manley, pur non sbilanciandosi sui contenuti, precisa che “l'adeguamento arriva in seguito ai cambiamenti nelle condizioni di mercato generati dalle nuove iniziative. Il piano comunque non viene stoppato".

Il nuovo piano industriale per l'Italia, annunciato da Pietro Gorlier, il responsabile delle attività europee di Fca, il 29 novembre scorso, prevede per il prossimo triennio 2019-2021 investimenti complessivi pari a 5 miliardi di euro per il lancio di nuovi modelli o restlyling di modelli esistenti nonché nuove motorizzazioni con impiego diffuso di tecnologia ibrida ed elettrica.  investimenti che coinvolgono anche il Molise.

Nello stabilimento metalmeccanico di Rivolta del Re di Termoli, il Piano industriale Fca prevede la realizzazione di una nuova linea produttiva per creare i nuovi motori benzina Fire Fly 1.000, 1.300, turbo, aspirati e il primo motore ibrido che farebbe dello stabilimento molisano il primo, e per ora unico, produttore mondiale.  

Le parole di Manley  non sono passate in silenzio in Italia, dove la reazione dei sindacati è stata immediata.  La possibilità che il piano da 5 miliardi di euro in tre anni venga rivisto ha messo in preallarme i rappresentanti dei lavoratori.  ''Comprendiamo le motivazioni di Fca, ma noi non siamo disposti a mettere in discussione il piano industriale che ci è stato presentato. Quel che è certo è che faremo tutto il possibile per evitare che ciò accada", afferma il segretario generale della Uilm, Rocco Palombella, sottolineando che "non possono essere i lavoratori a pagare le scelte del nostro governo, al quale abbiamo già più volte sollevato la questione chiedendo di rivedere il provvedimento". La Fiom si dice pronta alla mobilitazione perché le dichiarazioni di Manley mettono a "rischio l'occupazione per i lavoratori degli stabilimenti italiani che da anni sono in cassa integrazione perché i piani industriali dichiarati non sono stati realizzati".

Sullo sfondo, dunque, emerge la possibilità che Fiat decida di dirottare parte dei propri investimenti altrove in quanto: “Il sistema di bonus/malus, contenuto nella norma , - evidenziano i vertici della casa automobilistica -  inciderà significativamente sulla dinamica del mercato, in una fase di transizione del settore, costruttori e filiera, estremamente delicata, modificando le assunzioni alla base del nostro piano industriale".  Anche la Uilm regionale, per voce della segretaria territoriale della Uilm Termoli, si era espressa al riguardo affermando che: “In un momento di profonda trasformazione per il passaggio dalle motorizzazioni tradizionali a quelle ibride ed elettriche, si aggiungono ulteriori elementi di penalizzazione in un mercato già molto complesso”.