Decreto sicurezza, Battista ribadisce il no. Lunedì incontro Anci con premier Conte

Un coro di no dei sindaci al decreto sicurezza. C'era anche il primo cittadino di Campobasso Antonio Battista, insieme ai colleghi di tutta Italia. Occasione importante, per i vertici delle amministrazioni di qualunque schieramento politico, per confrontarsi sul decreto sicurezza verso il quale è stata espressa unanime contrarietà sulla parte che riguarda i Comuni per le probabili ripercussioni sull’ordine pubblico e sull’aumento delle spese per il mantenimento dei minori nelle strutture di accoglienza. Sindaci compatti dunque su una legge che fa molto discutere, ma compatti anche nell’esprimere vicinanza al presidente Decaro per gli importanti traguardi raggiunti nel corso del suo mandato e per il fondamentale impegno nella mediazione che ha permesso all’Anci di ottenere preziosi risultati.
Un decreto sicurezza che inciderà pesantemente sui bilanci dei Comuni, soprattutto su quelli di area vasta, che fanno da collettori dei centri più piccoli. Alcuni interventi sono stati incentrati sugli esigui numeri di rimpatri, numeri che derivano dalla mancanza di relazioni internazionali che, invece, sarebbero state fondamentali per affrontare seriamente la problematica e raggiungere i risultati sperati. Intanto non si ferma la volontà dei sindaci di proseguire il dialogo, sul decreto, con il Governo che avverrà anche tramite un gruppo di lavoro creato ad hoc, così come anticipato nel documento inviato alla stampa qualche giorno fa. Non trascurabili infine le richieste dei sindaci di far slittare l’approvazione dei bilanci a marzo al fine di offrire alle amministrazioni un po’ più di tempo per elaborare al meglio i documenti economici, impresa sempre più complicata.
Adesso Anci, forte dell'assenso unitario venuto dai sindaci nell'incontro, è pronta a presentare le proprie richieste al presidente del consiglio Giuseppe Conte lunedì prossimo (14 gennaio): mantenere l'accesso agli Sprar per le persone vulnerabili, in particolare per le famiglie con minori; chiarire come avviene la presa in carico da parte del servizio sanitario, in modo che non si creino disparità di trattamento da regione a regione; fare in modo che le Prefetture comunichino ai sindaci le presenze di persone migranti nei centri di accoglienza, così che i primi cittadini abbiano un quadro reale delle presenze sui rispettivi territori.