Antonella Ricci: dal Centro per l’Impiego trova lavoro per 35mila euro come Portavoce del Presidente del Consiglio. E poi dicono che non funzionano

Come passare dal Centro per l'Impiego a essere portavoce del Presidente del Consiglio, Salvatore Micone. Questa la storia di Antonella Ricci che avrà il duro compito di organizzare la comunicazione del Presidente - dal 28 dicembre 2018 al 30 novembre 2019 - per l'irrisoria somma di 35.000 euro lordi. Sarà aiutata nella gestione degli impegni di Micone da un segretario: Roberto D'Amico, già collega a Piazza Molise, che percepirà per il medesimo periodo 15.000 euro lordi. Ed è così che secondo i termini di legge, la n. 7 del 19 febbraio 2009, il Presidente del Consiglio può avvalersi per la durata dell'incarico di un portavoce, anche esterno all'amministrazione. Così è statoNessuna irregolarità. Tutti però ricordano quando, dopo gli attacchi del Movimento 5 Stelle ai giornalisti definendoli "puttane e pennivendoli", la maggioranza in Consiglio regionale ha acclamato alla "libertà di stampa" e alla "tutela contrattuale dei giornalisti molisani" affermando di dover essere i primi a doversi avvalere di soggetti competenti e, possibilmente, iscritti all'Ordine.
Ma chi è il portavoce? Quali requisiti deve possedere per esercitare la sua professione? C’è chi pensa sia un portaborse, chi lo ritiene un consigliere, chi ancora lo giudica un giornalista fazioso e chi lo apprezza come collaboratore di fiducia. Nel 2000 la legge 150 ha definitivamente legittimato la figura di portavoce, introducendola a pieno titolo tra i profili professionali che si occupano di informazione e comunicazione all’interno della pubblica amministrazione e quindi giornalisti o esperti comunicatori. Ebbene tutto questo sembra passare inosservato nelle stanze del potere. 
Chiariamoci subito: i giornalisti non devono aspettarsi nulla dai politici, altrimenti tradirebbero il proprio ruolo. Ma la politica molisana a quanto sembra odia la professionalità, odia i giornalisti. La classe politica rischia di accorgersi troppo tardi che non ci saranno più spazi dove raccontare quello che fanno perché i giornalisti sanno che a fare la differenza è la qualità. E la qualità si costruisce nel tempo, non ci si improvvisa competenti in venti giorni, occorrono lustri e il mondo della comunicazione e informazione ha le sue regole.