Ex Gam riparte con le assunzioni. Russo (Cgil): "Rimane il problema della vendita del secondo lotto"

In linea con gli accordi presi dal gruppo Amadori con le parti sociali all’inizio del 2019, nella nuova struttura rinnovata grazie al cofinanziamento del Psr, pari a 2,5 milioni di euro, 15 persone sono state  impiegate per fare le incubazioni. Entro il prossimo 28 gennaio, quando ci saranno le prime schiuse in tutto saranno 30 gli operai impiegati nell’incubatoio.

Selezionati da un colloquio, i primi operai ad essere impiegati sono ex lavoratori dell’incubatoio e poi verranno selezionati quelli che appartenevano al primo lotto

Gli altri rimarranno in cassa integrazione per sei mesi e ulteriori sei mesi se dovesse essere prorogata. Una situazione che come dichiarato a Moliseweb dal rappresentante sindacale Mariano Russo, “non è delle più rosee, il problema fondamentalmente è legato alla struttura del macello che per ora non verrà ristrutturato e se la cassa integrazione dovesse essere prorogata per altri sei mesi a novembre scadrà”. Una situazione in standby perché il giudice ancora non mette al bando il secondo lotto e Amadori ancora non inizia a ristrutturare il macello nel vecchio stabilimento. “Noi – ha continuato Mariano Russo - siamo in attesa di capire perché il giudice non prepara il bando per la vendita del secondo lotto e su questo abbiamo chiesto spiegazioni. Nei prossimi giorni ci muoveremo per cercare di capire”.

Da parte dei lavoratori è stato chiesto anche un incontro urgente con il Presidente Toma per capire le motivazioni, e gli ex operai Gam sono stati rassicurati su delle aperture da parte del giudice e sulla possibilità da parte di Amadori di mettere in campo un piano B e cioè di posizionare il macello in una struttura nuova o nell’ex sito dell’Itam, ma nulla ancora si concretizza.

“Bene che l’incubatoio parta, - ha commentato il rappresentante dei lavoratoti -  però il problema rimane perché il maggior numero degli ex operai rimane in cassa integrazione con il rischio di rimanere senza reddito alla fine del 2019 se non si concretizza il discorso macello. Amadori ha sempre detto che per ristrutturare quel macello ci sarebbero voluti circa tre anni e lo stesso per farlo ex novo, e questo ci allarma, perché rischiamo di rimanere senza niente”.

Una situazione, quella degli ex lavoratori Gam, che sembra avere uno spiraglio per alcuni, ma che fa rimanere nel limbo per altri che rischiano di rimanere senza entrate alla fine dell’anno.