Criminalità e immigrazione, sarà allarme come annunciato da Di Lucente

È stata presentata martedì, in Consiglio regionale, la proposta di legge a firma del Movimento 5 Stelle sull’Istituzione di una Commissione speciale, a carattere temporaneo, di studio sul fenomeno della criminalità organizzata Molise. Una Commissione, approvata all’unanimità dall’assise consiliare regionale, che arriva proprio nelle ore nelle quali in basso Molise veniva sgominata un’associazione a delinquere albanese che gestiva lo spaccio di droga sul litorale adriatico. Una conquista importante per l’intera regione Molise che però arriva con sette anni di ritardo quando la criminalità organizzata ha già piantato le sue radici nel territorio regionale.
Si iniziò a parlare dell’istituzione di una Commissione antimafia nell’ormai lontano 2011 durante le primarie del centrosinistra vinte da Paolo Frattura il quale ne promise la realizzazione qualora fosse stato eletto presidente. Elezioni che furono vinte, però, dall’architetto campobassano solo due anni più tardi a seguito del ricorso giudiziario che annullò le elezioni del 2011 e la vittoria di Michele Iorio. L’ex presidente assicurò più volte della sua intenzione di formalizzare una Commissione antimafia regionale ma alle parole non seguirono mai i fatti. 
In questi anni tante inchieste giornalistiche e altrettante inchieste giudiziarie hanno certificato la presenza della malavita organizzata in Molise: camorra, ‘ndrangheta e società foggiane alle quali si è aggiunta la criminalità organizzata albanese. Droga, prostituzione, agricoltura, gioco d’azzardo, depurazione: questi i settori nei quali hanno investito. Ritardo cronico che dovrebbe non solo studiare un fenomeno già ampiamente presente, ma cercare di costruire nella società quei anticorpi per difendersi e ribellarsi alle mafie. Costruire cittadella della legalità e investire lì dove le associazioni molisane che fanno riferimento all’antimafia hanno fallito: tranne qualche rara eccezione, la maggior parte di esse sono solo vetrine personali per i loro portavoce che sfruttano tale posizione per qualche titolo sui giornali o qualche apparizione televisiva. 
Resta, nonostante le criticità presenti nel territorio regionale, la bontà della Commissione che avrà un importante lavoro da svolgere nelle settimane e mesi a seguire. Tuttavia il rischio di strumentalizzare la stessa, a fini politici, è molto alta.
Dimostrazione di quanto detto è l’emendamento proposto dai Popolari per l’Italia che vira associa il fenomeno mafioso con quello dell’immigrazione. “La Commissione, vista l’attualità del fenomeno e i risvolti sociali ad esso connesso, avrà il compito di indagare sulla gestione dell’accoglienza dei migranti sul territorio molisano, sulla corretta applicazione delle procedure e sull’impatto che i centri hanno sulle singole comunità. – si legge nella proposta - In particolare, avrà come compito quello di redigere un rapporto annuale indirizzato al consiglio regionale sulle procedure dell’accoglienza dei richiedenti asilo in Molise e sulla connessione tra immigrati e criminalità”. Un emendamento fortunatamente bocciato che, tuttavia, mette in risalto tutta l’approssimazione conoscitiva del fenomeno immigrazione da parte del suo proponente, il consigliere Di Lucente, e la voglia, dello stesso, di cavalcare l’onda che tanti voti sta portando in casa Lega.  
Un’emergenza, questa dell’immigrazione, per i Popolari da risolvere senza tenere conto delle varie forme di caporalato denunciate in questi anni, dello sfruttamento dei migranti e delle speculazioni sul loro status. Infine, senza tener conto che il decreto sicurezza va a smantellare i centri Sprar unici per la regolarità di accoglienza, di formazione e di integrazione per i migranti.
Non la mancanza di lavoro, lo smantellamento di ogni diritto e tutela nella sanità, l’azzeramento pressoché totale del sistema di welfare, gli abusi di potere, lo sfruttamento umano, la deriva culturale e politica da basso impero e via discorrendo. No, non sono queste le grandi emergenza del Molise ma, la piaga che prostra il molisano insoddisfatto, schiavo, vittima del sistema è senza dubbio: l’immigrato.
Una figura, quella dell’immigrato, che si aggira indisturbato tra le vie delle nostre città molisane, felice di aver realizzato il sogno di una vita: lasciare senza alcun motivo il proprio tranquillo e ricco paese di origine per approdare clandestinamente in Italia e portare un po’ di criminalità e droga. E tutto questo per il semplice piacere di rovinare l’Italia, i molisani. Però l’italiano e figuriamoci il molisano non è stolto, lo dice anche Salvini che tra questa gente orrenda c’è qualcuno che scappa realmente dalla fame, questi sono i rifugiati e a loro, solo loro, bisogna prestare soccorso.
E allora, in mancanza di apparati in Molise, è giusto proporre l’istituzione di un Osservatorio sull’immigrazione o di una Consulta regionale per l’integrazione. Un’emergenza per Di Lucente. Perché in Molise bisogna ricordarlo, ci sono loro: gli immigrati (e non rifugiati).