Sanità. Comitato Pro Cardarelli: "L'ospedale di Campobasso torni ad essere un'eccellenza"

Si è costituito nel 2007 il Comitato Pro Cardarelli e da allora non ha mai abbassato la guardia, continua a lavorare in difesa della salute pubblica della Regione Molise. Durante la conferenza stampa di presentazione del nuovo consiglio direttivo e del neoeletto presidente Tommasino Iocca è stato illustrata quella che è la nuova ricostruzione del Comitato, formato da circa 600 aderenti e dell'esecutivo composto da tecnici e portavoce dei cittadini, con i quali avranno un rapporto diretto per perorare le loro ragioni.

"Il Comitato - ha spiegato il presidente Iocca - si preoccupa di diffondere la salute e la sanità pubblica e di riportare a livello di valore l'ospedale Cardarelli, anche in barba al decreto Balduzzi. È il pubblico - ha sottolineato - che deve dare la qualità della sanità, l'ospedale Cardarelli, doveva essere il nosocomio regionale e contenere al suo interno tutte le specialità che siamo convinti si possono concentrare nell nosocomio del capoluogo, le stesse che devono soddisfare le esigenze e le necessità di tutti i cittadini. Dobbiamo tornare sulle giuste scelte fatte quando il Cardarelli era un'eccellenza".

Tommasino Iocca
presidente '
Comitato Pro Cardarelli

In merito poi alla stroke unit secondo il presidente del Comitato "è qualcosa che prevede un'organizzazione corposa, pronta, perché nelle condizioni in cui sui trova la struttura ospedaliera di Campobasso, potrebbe provocare solo rischi".

Lo scopo del Comitato, dunque, è quello che l'ospedale Cardarelli riacquisti la sua potenza e sopperisca le necessità dei cittadini, perché altrimenti se i pazienti dovranno continuare a curarsi in strutture private, per mancanza di servizi e specializzazioni nel pubblico e per la lungaggine delle liste di attesa, si aumentano le disuguaglianze sociali, portando così alla negazione di un diritto che è quello alla salute. "Un diritto - hanno continuato i membri del Comitato - che noi vogliamo difendere con qualsiasi mezzo, anche legale. E chiunque voglia continuare con le scelte politiche dei governi regionali precedenti ha in noi una controparte spietata". 

E in merito alla imminente nomina del commissario ad acta per la sanità hanno espresso la volontà, ma anche la necessità di una proficua collaborazione, "ci metteremo accanto al commissario - hanno detto - per dare pareri tecnici, da persone che conoscono la sanità regionale e ne conoscono i pericoli".

Sul discorso dell'integrazione pubblico privato il parere del Comitato è nettamente contrario, loro sostengono che "l'integrazione deve essere fatta solo se il pubblico non può fare il suo" e nel caso del Molise il riferimento è ai reparti di radioterapia e di cardiochirurgia, dove per esempio si contano dieci interventi l'anno. 

Il Comitato, che sarà a stretto contatto con i cittadini anche attraverso assemblee pubbliche per informare, si dice pronto a continuare questa battaglia per una sanità pubblica di qualità.