Mobilità in deroga. Lavoratori preoccupati: "La nostra questione dimenticata da tutti"

Mentre tra i banchi di Palazzo D'Aimmo si cerca di trovare soluzioni alle vertenze aperte dei lavoratori molisani, a rimanere a 'bocca asciutta' sono i 1744 lavoratori in mobilità in deroga. Una situazione che è partita nel 2016 quando la Giunta regionale con DGR 638 del 30.12.2016 ha sospeso i pagamenti dell'ammortizzatore sociale. I lavoratori infatti non hanno percepito il pagamento di 13 su 36 delle mensilità che gli spettavano per legge.

"All’Inps - ha raccontato a Moliseweb Michele Altavista del Comitato dei lavoratori della mobilità in deroga - hanno detto che la Regione aveva interrotto i pagamenti, perché secondo quanto spiegato dall’allora assessore Veneziale c’erano altre priorità ed era stata creata un’altra platea di lavoratori (che non erano solo quelli  in mobilità) a cui destinare questi soldi". 

Intanto il 29 dicembre 2017 il consiglio regionale ha approvato, all’unanimità, una mozione a firma dell’allora consigliere regionale Michele Petraroia che impegnava “il presidente della Giunta regionale Paolo di Laura Frattura e l’assessore allo Sviluppo economico, Carlo Veneziale ad intraprendere ogni iniziativa utile alla verifica della possibilità tecnico-giuridica di procedere al pagamento del trattamento della mobilità in deroga e alla riformulazione delle delibere di Giunta regionale n. 638/2017 e n. 114/2017 attivando ogni interlocuzione necessaria con l’Inps e il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali”. Un impegno che però, dicono i lavoratori, non è stato portato avanti.

Durante la campagna elettorale i lavoratori hanno avuto diversi incontri con i candidati al consiglio regionale e anche con chi poi è stato eletto. Tra questi hanno incontrato il presidente Toma e l’assessore al lavoro Mazzuto. Da parte di tutti la volontà di impegnarsi per risolvere questo problema, “addirittura Mazzuto - ha continuato Altavista - si dichiarava indignato per questa situazione che Frattura aveva creato”. Appena eletto il governatore Toma ha convocato il Comitato dei lavoratori della mobilità in deroga comunicando che secondo quanto stabilito dal Ministero del Lavoro, così come comunicato dalle Politiche di Sviluppo della Regione Molise, ai lavoratori non spettava più nulla perché i soldi rimasti sarebbero serviti per le politiche attive del lavoro, che però non sarebbero state destinate solo ai lavoratori in mobilità in deroga, ma per tutti i percettori di ammortizzatori sociali.

La richiesta dei lavoratori di vedere riconosciuti i propri diritti e ricevere i soldi che gli spettano è continuata in questi mesi e così si sono rivolti a un legale che ha fatto una diffida alla Regione Molise, a cui però non è seguita alcuna risposta e ora circa 100 dei 1744 lavoratori hanno fatto ricorso al giudice del lavoro. “È stato anche lo stesso governatore Toma - ha detto ancora il membro del comitato - a suggerirci di ricorrere al giudice del lavora qualora la Regione non avesse trovato nessuna fonte di finanziamenti”.

Intanto i lavoratori si sono rivolti anche ai Parlamentari molisani affinché portino la questione della mobilità in deroga tra i banchi del Parlamento con un emendamento che dovrebbe chiedere al Governo centrale di inserire nella prossima manovra finanziaria un finanziamento che copra le mensilità mancanti della mobilità in deroga dei 1744 lavoratori molisani.

I lavoratori si dicono pronti a continuare la loro battaglia per vedere riconosciuti i propri diritti, ma si aspettano, da parte delle istituzioni regionali, una presa di posizione e che possano difendere la loro causa anche nelle stanze del Governo centrale, poiché fino ad oggi si sono sentiti abbandonati.

   MirIac