"Così Rossini - trillanti note di gastronomia". Domenica l'evento ad Isernia

Domenica 18 novembre 2018 al ristorante Marantò dell’Hotel Europa di Isernia la giornata evento della delegazione AIC di Isernia che svela il compositore Rossini gastronomo. Parteciperanno musicisti, esperti ed amanti della cultura e della buona cucina.  Molti conoscono Gioacchino Rossini per la sua celebre musica, ma pochi sanno che il compositore pesarese era anche gastronomo ed amante della buona cucina. Per svelare e raccontare il personaggio di Rossini, in occasione dei 150 anni dalla sua scomparsa, avvenuta vicino Parigi il 13 novembre del 1868, la delegazione di Isernia dell’AIC Accademia Italiana della Cucina, ha organizzato una giornata evento, coinvolgendo artisti e talenti, ed appassionati di cultura, musica e cibo del territorio. L’evento dal titolo “COSÌ ROSSINI – trillanti note di gastronomia”, che si terrà domenica 18 novembre ad Isernia, è stato presentato al MUSEC Museo dei Costumi del Molise giovedì 15 novembre nell’ambito di una conferenza stampa a cui hanno partecipato Franco Di Nucci, delegato AIC di Isernia, Anna Scafati, vice delegata AIC Isernia, e Giovanna Maj, già delegata AIC Isernia.

Rossini è considerato uno dei compositori più importanti della prima metà dell’Ottocento. La sua personalità di spicco, molto nota tra il pubblico dell’epoca, divideva i suoi estimatori tra sostenitori e anti-rossiniani, tanto che la celebre opera Barbiere di Siviglia che ha consegnato la musica di Rossini alla storia, fu fatta passare come un fiasco, per poi ottenere il grande successo che meritava nei teatri di tutto il mondo. Il musicista pesarese conquistò il San Carlo di Napoli, tra i teatri più rinomati, fu accolto nelle più importanti corti europee e soprattutto dalla seconda metà del Novecento le sue opere sono state riprese dai più apprezzati musicisti, come Claudio Abbado. La vita da gastronomo di Gioacchino Rossini si scopre per lo più dalla fitta corrispondenza che lo legava a molti suoi amici e nella quale rivelava il suo lato più ironico e di amante della cultura del cibo. “Non conosco un’occupazione migliore del mangiare, cioè, del mangiare veramente. L’appetito è per lo stomaco quello che l’amore è per il cuore”, scrisse.