LA FANELLI SI ACCODA ALLA SCIA GRILLINA E INVOCA AL TAGLIO DEI COSTI DELLA POLITICA - Molise Web giornale online molisano
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mercoledì, 07 novembre 2018
La Fanelli si accoda alla scia grillina e invoca al taglio dei costi della politica

C'è la firma del Presidente della Repubblica Sergio Matarella alla Legge di Bilancio che passerà a breve all'esame del Parlamento. Nell'ultima versione spunta una maxi sforbiciata ai finanziamenti alle Regioni che non dovessero adeguarsi al taglio ai vitalizi di presidenti e consiglieri regionali. Così è previsto all'articolo 76: "Si procederà al taglio dei trasferimenti se i vitalizi non saranno ridotti entro 4 mesi dall'entrata in vigore della legge di bilancio o "sei mesi qualora occorra procedere a modifiche statutarie". La Regione Molise, se dovesse passare la manovra, è costretta inevitabilmente ad adeguarsi al'articolo 76. Quindi, perché solo ora la consigliera Fanelli, ex Segretaria del PD al periodo di Frattura, ha presentato solo ora una legge su i tagli dei vitalizi maturati dagli ex consiglieri regionali?

Secondo Fanelli la risposta è perché “In un contesto economico di difficoltà per i cittadini, le famiglie e le imprese molisane, la proposta legislativa nasce dall'esigenza di dare un segnale inequivocabile della volontà di ridurre strutturalmente le spese sostenute dalla Regione per i costi della politica, diminuendo le indennità ed eliminando anacronistici istituti come quello dell’assegno di fine mandato. I risparmi conseguiti saranno destinati al finanziamento di politiche a sostegno dei negozi nei piccoli comuni al fine di tutelare ed incentivare attività che sono sempre più dei veri e propri presidi sociali”. L’abolizione dell’assegno di fine mandato (art. 8 della legge regionale 25 luglio 2013 n. 10) viene prevista dall’articolo 1, mentre all’articolo 2 si propone una riduzione pari al 18,33% del trattamento economico dei consiglieri regionali, del Presidente del Consiglio regionale, del Presidente e dei componenti della Giunta regionale. La percentuale è calcolata sulla scorta della riduzione delle indennità del 10% unita alla trattenuta dell’8,33% prevista per l’assegno di fine mandato di cui si chiede l’abolizione.
“C'è bisogno di tagliare i costi della politica, ma soprattutto c'è bisogno di tagliare le spese anacronistiche che non hanno più ragione di esistere nel 2018, quale appunto il cosiddetto ‘premio di fine mandato’ – ha aggiunto il Consigliere Fanelli – Già da Sindaco di Riccia, per lunghi periodi, ho rinunciato a qualsiasi emolumento, facendo risparmiare al mio Comune, in nove anni di mandato, circa 155.000 euro. Oggi, da consigliere regionale, ritengo che anche in seguito alla riduzione di circa il 20% delle indennità di carica, gli eletti in Regione continueranno a percepire una congrua indennità che, seppur decurtata, non giustifica affatto un privilegio supplementare al termine del mandato. Inoltre, i risparmi conseguiti non finiranno genericamente nel bilancio regionale, ma saranno vincolati a sostenere la sopravvivenza dei piccoli esercizi commerciali delle nostre aree interne, lì dove c’è più bisogno di veri interventi di sostegno per combattere lo spopolamento fisico ed economico dei nostri territori più fragili”.

 
 
 

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