Con Toma si torna al passato, messo il bavaglio ai dirigenti regionali

Mantenere in ordine la scrivania, non prendere il caffè al bar (piuttosto alle macchinette della Regione) e non accettare regali. Ma soprattutto deve passare per Donato Toma l'autorizzazione per partecipazione ad eventi da parte dei dipendenti regionali sottoposta alla volontà del Presidente della Regione. Ed è su questo - unico e vero oggetto della circolare che ha interessato i dipendenti regionali, ndr - che è stata presentata l'interpellanza in Consiglio regionale da Micaela Fanelli e Vittorino Facciolla. “Toma pensa di essere in diritto di togliere - ha affermato la Fanelli - la parola a qualsiasi dipendente su qualsiasi materia? Decide lui se e chi può parlare? In questo modo si lede il principio del corretto esercizio dell’autonomia della sfera amministrativa rispetto a quella politica. Nessuno può partecipare a trasmissioni televisive, dibattiti, convegni, incontri in nome e per conto della Regione senza avere preventivamente informato i capi dipartimento, che a loro volta informeranno il Presidente. L’attività politica è del governatore, degli assessori e dei consiglieri eletti dai molisani. Non dei dirigenti, dei funzionari e in generale dei dipendenti". La risposta del Governatore è stata "Il Presidente sovraintende agli uffici e ai servizi regionale" - facendo riferimento allo Statuto regionale alla lettera F dell'articolo 33 -, senza null'altro spiegare. Dichiarazione che, se rispondesse al vero, vedrebbe sacrificato il principio del corretto esercizio dell’autonomia della sfera amministrativa rispetto a quella politica, potendosi configurare una potenziale invadenza del potere politico, considerato che tale controllo dovrebbe riguardare esclusivamente la sfera delle gerarchie amministrative dei dipendenti regionali e non configurarsi in capo al Presidente della Giunta regionale.
Ai più attenti naviganti della rete, però, non è sfuggito un post del Governatore secondo cui "Il cambiamento è prima di tutto dentro di noi. Non possiamo pretendere che il cambiamento si realizzi soltanto con la sostituzione di chi pigia i bottoni: dobbiamo chiedere e pretendere che la cosa pubblica sia amministrata in un’ottica davvero sociale e comportarci di conseguenza. Le elezioni provinciali hanno visto un significativo posizionamento tra amministratori. Un buon segnale che però non basta: il centrodestra ha una condivisione di linea politica riconosciuta, ma il vero banco di prova, l’orizzonte devono essere i risultati quotidiani, la risoluzione dei problemi e il miglioramento della qualità della vita dei cittadini. La vera vittoria risiede nella concretezza ed efficienza che sapremo esprimere a tutti i livelli istituzionali. A difesa del Molise e dei molisani".
Più che cambiamento è un vero e proprio diktat da parte di Donato Toma. Dunque quel cambiamento - se mai ci sarà visto il confermarsi di nomi noti ai vertici della Regione - comincerà con un'epurazione - ma non erano i grillini ad odiare certa stampa? - dei media molto simile all'editto Frattura che condannava la stampa. E conferma che anche il governo Toma, come la stragrande maggioranza dei Presidenti che hanno occupato la stanza dei bottoni, vogliono mettere le mani sull'informazione. Un bell'inizio. Del resto i fatti recenti dimostrano la mancanza di stima e fiducia nella stampa. Ora, quindi, non è più la mafia a dover fare paura. La vera novità di questi ultimi anni è che tira un'aria sempre più brutta per la libera stampa. Un'aria avvelenata dai politici, a cominciare da quelli che strillavano proprio pochi giorni fa in Consiglio regionale alla libertà di stampa.