ANALISI SULLA PASTA: ANCHE NELLE TAVOLE DEI MOLISANI è PRESENTE GLIFOSATO - Molise Web giornale online molisano
sabato, 20 ottobre 2018
Analisi sulla pasta: anche nelle tavole dei molisani è presente glifosato
Era febbraio 2017 quando veniva portata all'attenzione del consumatore italiano la presenza di glifosato nella pasta. A distanza di oltre un anno dalle prime analisi condotte da GranoSalus cosa è accaduto? 
“Il nuovo Test GranoSalus (effettuato tramite primario laboratorio accreditato) – si legge nell’articolo – conferma la presenza di glifosate (o glifosato, ndr) nella pasta a marchio Divella, Barilla, De Cecco, Garofalo, Rummo, Riscossa (sia nella linea normacondotte le che in quella 100% Italia). Mentre sono state trovate soltanto tracce di presenza di glifosate negli spaghetti Voiello (linea 100% grano Italia), La Molisana e Granoro 100% Puglia; il che significa che la rilevazione, in questi ultimi casi, si attesta sotto i livelli di quantificazione minima (pari a 0,010 mg/kg) e per tale ragione tecnicamente si parla di ‘traccia’ di tale sostanza non potendo quantificare precisamente tale presenza. Il che, tuttavia, potrebbe indurre a sospettare che vi sia stata un’attività di miscelazione tra grani esteri e grani nazionali anche se più attenuata rispetto al passato”.
Lo scenario della pasta industriale italiana è cambiato, rispetto a un anno fa. Ma la presenza di glifosato, anche se attenuata, è ancora una realtà. "A tale proposito - si legge sempre nell'articolo di GranoSalus - in passato i tribunali italiani correttamente hanno riconosciuto non solo la libertà d’informazione della nostra Associazione ma anche la salubrità del grano italiano sancendo:è vero che le quantità di contaminanti rilevati nella pasta…non risultano superiori ai limiti di legge, ma è vero anche che la presenza di tali sostanze può legittimamente indurre gli analisti a dubitare della miscelazione del prodotto italiano con grani esteri, posto che nel territorio nazionale è tendenzialmente da escludere ... il glifosate (diserbante) che non può essere utilizzato in fase prossima alla raccolta…”
Una pratica, sembrerebbe, ancora attiva in Italia anche se le direttive europee vietano l'uso del glifosato. La presenza di tale sostanza nella pasta potrebbe dimostrare una costante attività di miscelazione tra grani contaminati presumibilmente esteri e grani locali più salubri. Un problema non trascurabile per i consumatori che ogni giorno sono bombardati da pubblicità di prodotti con grano 100% Made in Italy. Come rispondono i grandi pastai italiani? Come può essere tutelata la produzione italiana di grano duro? Chi è che comunica agli italiani che spesso nelle loro tavole si ritrovano grano estero dove non è stata fatta alcuna selezione? Chi è preposto al controllo? Domande che dovrebbero trovare risposta.
Lucrezia Cicchese
 
 

In Evidenza

Ultimi Eventi

Notizie Correlate