Esche avvelenate: un fenomeno che riguarda anche le città

Si è tenuta nella mattinata di oggi, giovedì 11 ottobre, una conferenza per parlare delle esche avvelenate. Ad esporre l'argomento, sia da un punto di vista medico-scientifico che preventivo, sono stati il Comandante Provinciale di Isernia Ten. Col. Gennaro Ventriglia e il comandante del Gruppo Carabinieri Forestale Ten. Col. Gianluca Grossi con la collaborazione del dott. Addolorato Ruberto.

Il tema trattato

 Il dott. Ruberto, sulla base di alcuni casi oggetto di indagini, ha mostrato una serie di esche preconfezionate a base di carni intrise di metaldeide (un lumachicida facilmente reperibile in commercio) o altri pesticidi che fungono da veleno. Da ciò è emerso che l’esca più facile da realizzare è la polpetta al vetro. Si tratta di un piccolo fagotto di carne trita con all’interno scaglie di vetro che ingerite provocano emorragie interne multiple. Tra le vittime maggiormente a rischio spicca l’orso marsicano. Sul territorio ce sono circa 70 e sono quasi tutti consanguinei, pertanto anche la morte di un solo esemplare può minare il proseguo della specie.

La prevenzione

I Carabinieri forestali combattono il fenomeno con l’impiego di unità cinofile antiveleno, inserite nell’ambito della Stazione Carabinieri di Frosolone, che esprimono circa 70 specifici servizi preventivi all’anno. Per gli autori è previsto un mese di reclusione, se l'apposizione delle esche non provoca la morte dell'animale, altrimenti la pena sale ad un anno di reclusione. Tuttavia il Ten. Col. Ventriglia ha invitato i cittadini a segnalare tempestivamente anche solo il semplice sospetto della presenza di esche avvelenate, chiamando il 112 o il 1515 ed attivando così le procedure del caso. Il Comandante Provinciale, poi, ha invitato a fare particolare attenzione nei parchi o aree frequentate da minori. Il fenomeno, infatti, sta iniziato ad interessare anche aree urbane.