Viaggio nel mondo della dislessia_Prima tappa: "Ciao principessa”

Martina Fatica
"Ciao principessa". Se penso a Martina Fatica mi viene in mente questa espressione. Perché, a lei non l'ho detto, ma delle volte l'ho sentita mentre accoglieva delle pazienti con un bel "ciao principessa". E ascoltare questa espressione mi ha sempre trasmesso tanto entusiasmo. In realtà, l'entusiasmo è trasmesso dal tono di voce nel momento della pronuncia. Quindi, quando ho compreso che la logopedista da incontrare per compiere il mio viaggio all'interno della dislessia sarebbe stata Martina, il mio cuore ha sprizzato gioia. Ora bando alle ciance e che la prima parte del viaggio abbia inizio.
 
Cos'è la dislessia 
"La dislessia -spiega Martina- non è una malattia ma una caratteristica. Nel concreto, il bambino con dislessia a scuola deve raggiungere gli stessi obiettivi dei suoi compagni e nello stesso tempo ma con una metodologia differente. Si tratta, poi, di una caratteristica che non emerge a colpo d'occhio. Per comprendere, non è come un neo che si ha sul volto". 
Un esempio, quello di Martina, non casuale. Spesso, infatti, la battaglia di un dislessico inizia e si combatte tra i banchi di scuola: è un insegnante che può rendersi conto di alcuni disturbi dell'apprendimento, è nello svolgere attività come la lettura e la scrittura che il bambino prende consapevolezza di avere delle difficoltà, è tra una lezione ed una merenda che possono nascere le discriminazioni. 
 "L'insegnante -spiega, infatti, Martina- gioca un ruolo fondamentale. Per quanto riguarda la dislessia, c'è una legge che tutela gli interessati e che obbliga i docenti a trovare i mezzi per integrarli nella classe. L'insegnante, inoltre, dovrebbe veicolare emozioni positive su questa caratteristica e non far sentire il bambino diverso. I compagni di un bambino dislessico, infatti, devono sapere delle sue difficoltà perché solamente la chiarezza porta alla  comprensione e all'integrazione dell'altro. Cosa non giusta, poi, è far sentire i bambini inadeguati per anni e anni. Far emergere che si è bravi solo se si sa leggere, scrivere e fare i conti bene è sbagliato perché nella vita servono milioni di altre cose per riuscire. Bisogna ricordare che la dislessia è un fenomeno comune. Secondo me, infatti, la sfida dei prossimi anni dovrebbe essere quella di trovare una modalità giusta di insegnare valida sia per gli alunni con dislessia che non. Una modalità che non danneggerebbe nessuno e potenzierebbe tutti". 
D'altronde si stima che la media di persone dislessiche è di almeno un alunno per classe. Un alunno che necessità solamente di strumenti diversi. Gli stessi che spesso vengono offerti dalla logopedia. 
Perché il logopedista è importante
"Compito del logopedista, ed esclusivamente del logopedista, è la riabilitazione dei disturbi dell'apprendimento. Nello specifico, il logopedista agisce sul potenziale di recupero del paziente in base alle difficoltà che ha. Io ho un approccio molto ludico. Nel senso che, pur fissando delle regole, preferisco un approccio meno rigoroso. Poi alcune cose dipendono dal paziente e dalla base di partenza. Noto che ai bambini piace fare riabilitazione perché trovano una persona che accoglie le loro difficoltà e offre un aiuto per superarle. La riabilitazione fa sentire compresi".
Braccia aperte, dunque, per lavorare e crescere insieme anche in età. Le persone che scoprono di essere dislessiche da adulte, infatti, saranno sempre più rare.
Quando
"Secondo le linee guida nazionali una diagnosi di DSA può essere fatta a partire dalla seconda elementare. Attualmente, però, è possibile comprendere se ci sono delle difficoltà a partire dagli ultimi anni d'asilo.  L'intervento precoce è possibile, anzi ci deve essere in modo da avere un ampio margine di recupero".
 
Ricapitolando: la dislessia non è una malattia, la sua riabilitazione è di competenza del logopedista e la diagnosi precoce è possibile. La prima tappa si può concludere e, per la seconda, già sento nell'aria odore di principessa. E non vedo l'ora, e il mio cuore si scioglie di gioia. 
                                 Ludovica Colangelo