Il dolore provocato da un terremoto, la testimonianza di Mario

Pochi secondi che possono sconvolgere una vita a lungo, forse per sempre. La paura di perdere tutto è il sentimento con il quale drammaticamente si è costretti a fare fronte dopo un terremoto.

E' questo il timore che abbiamo percepito nel corso delle esperienze vissute incontrando persone che sfortunatamente sono dovute uscire di casa dopo le scosse che hanno colpito il Basso Molise il 14 e il 16 Agosto scorsi. 

Oggi siamo tornati a Montecilfone, epicentro del sisma, per incontrare Mario, un giovane del posto che fino alla sera del 16 Agosto ha vissuto con i suoi anziani genitori, tra cui la madre invalida, all'interno di una villetta in via Roma, all'ingresso del centro urbano; una casa costruita negli anni con enormi sacrifici. 

La forte scossa delle 20.21 del 16 Agosto ha provocato lesioni gravi all'abitazione, già in parte ristrutturata (con un intervento che ha interessato le fondazioni) dopo il sisma del 31 Ottobre 2002.

Il terremoto di Agosto ha però aggravato la situazione, come evidenziano le foto che abbiamo scattato all'interno dell'edificio.

Per fortuna la famiglia ha subito trovato una sistemazione provvisoria in paese ma gli affetti personali sono rimasti all'interno della casa. Da settimane Mario è in attesa di capire quando gli saranno restituiti gli arredamenti, così come tutti i ricordi che sono custoditi nell'abitazione dove le lancette dell'orologio si sono fermate alle 20.21 di quella che doveva essere una normalissima sera d'estate.

La risposta che Mario e i suoi genitori attendono da tempo è legata alla messa a disposizione di un modulo provvisorio dove poter temporaneamente trasferire i beni che potrebbero andare perduti da un momento all'altro. 

La storia di Mario è simile alla storia di tante altre persone incontrate, anche casualmente, in queste settimane. Sono storie di rassegnazione e di dolore che rischiano di restare inascoltate perché il sisma che ha colpito Montecilfone, Palata, Acquaviva Colecroci, Guglionesi, Larino ed altri centri che già convivono con i gravi problemi legati allo spopolamento, alla carenza di servizi e alla situazione critica delle strade, non solo non fa notizia ma non sembra interessare minimamente le istituzioni. In tutto ciò il timore aumenta ogni giorno di più perché l'inverno è ormai alle porte e in questo territorio le persone hanno bisogno di essere aiutate, non per un senso di carità, ma per rispetto e dignità. 

Davide Vitiello