Bando periferie, Sciulli Pompilio scrive al Presidente dell'Anci Nazionale Antonio Decaro

La vicenda del "Bando periferie" sta evidenziando ben oltre la specificità del caso, la crisi di un sistema di rapporti e relazioni fra le istituzioni che ha radici lontane nel tempo. E' quanto scrive l'ANCI Molise, Pompilio Sciulli al Presidente dell'ANCI Nazionale: "Ormai da diversi anni, se non decenni, il sistema delle autonomie locali, dei Comuni e degli enti di area vasta, è divenuto la “camera di compensazione” su cui le autorità nazionali, e a volte quelle regionali, scaricano il peso di una politica, sarebbe meglio dire di “non-politica” di “spending review”. Un approccio che sta di fatto tentando di diluire il deficit statale e sostenere le scelte amministrative/legislative nazionali attraverso la drastica riduzione, fin quasi alla cancellazione, dei trasferimenti ordinari verso i Comuni. Già il fatto che la recente polemica nasca da un “bando” è indicativo dei tempi e dei metodi perché su temi come la coesione territoriale o la solidarietà sociale, ma si può citare anche la sicurezza delle scuole o la prevenzione dei rischi del territorio, si ricorre sempre più ad un meccanismo concorsuale, che pone i Comuni gli uni contro gli altri. Possibile che il Comune già dotato di risorse e strutture per la progettazione debba sistematicamente “vincere” sul Comune che ha meno risorse? Poiché i temi e gli argomenti in campo riguardano diritti fondamentali, ci si chiede come sia possibile che su temi come la sicurezza degli edifici scolastici, lo Stato inneschi la competizione fra Comuni piuttosto che dare strumenti per la garanzia di diritti costituzionalmente garantiti?" Si ritiene necessaria una analisi più politica dei rapporti fra le Istituzioni visto che si assiste ad una rottura del patto istituzionale che per decenni ha visto una forte concertazione e collaborazioni fra Stato e Comuni, passando per Regioni ed enti intermedi. Oggi troppe volte la legislazione sottovaluta effetti destabilizzanti prodotti dallo stesso sistema normativo in danno degli Enti locali. Il necessario consolidamento dei conti pubblici sta di fatto redistribuendo il debito e il deficit dello Stato sugli Enti locali, riducendo al minimo la loro capacità di fornire servizi essenziali. Si chiede pertanto che sia rispettato il ruolo istituzionale delle Autonomie locali previsto dalla Costituzione. E già il fatto di essere costretti a formulare questa richiesta, è la conferma di una crisi di sistema che penalizza i servizi ai cittadini e mortifica la complessiva realtà democratica rappresentativa del nostro Paese".