Dichiarato lo stato di emergenza ma restano i dubbi. I sindaci denunciano: "fondi insufficienti"

Ieri sera il Consiglio dei Ministri ha approvato la dichiarazione dello stato di emergenza per il sisma che a metà Agosto ha colpito il Medio Basso Molise, destinando 2 milioni di euro, la metà di quanto richiesto dalla giunta regionale, per i primi interventi relativi ai soccorsi alla popolazione. 

Un primo passo a tre settimane di distanza dagli eventi simici anche se per i primi cittadini di Montecilfone  e Guglionesi, intervenuti in mattinata a un incontro pubblico organizzato dalla CGIL proprio a Guglionesi, i fondi stanziati sono irrisori e non serviranno neppure a tamponare i gravi problemi che vive il territorio. Basti pensare che solo a Montecilfone sono state finora oltre 150 le famiglie che hanno ricevuto ordinanza di sgombero delle abitazioni lesionate; a Guglionesi 120 mentre a Larino circa 50 nuclei familiari hanno dovuto lasciare le abitazioni. Il problema pià urgente ora sarà quello di garantire agli sfollati una sitemazione temporanea dignitosa, in attesa che il governo stanzi i finanziamenti per l'avvio della ricostruzione.

Nel corso dei loro interventi i primi cittadini Franco Pallotta e Mario Bellotti hanno lanciato un nuovo grido d'allarme sull'ipotesi di un allargamento indiscriminato del cratere a zone nelle quali il terremoto non ha prodotto alcun danno, elemento quest'ultimo che produrrebbe una ulteiroire dispersione di fondi già risicati per la gestione dell'emergenza. I sindaci, unitamente alla CGIL, hanno chiesto a gran voce alla giunta Toma di non ripetere gli stessi errori commessi dopo il terremoto del 2002 dal governo regionale allora guidato da Michele Iorio. 

Parole che gli stessi amministratori rimarcheranno in serata nel corso dell'incontro in programma a Montecilfone con la deputazione parlamentare del Molise.