IL TERREMOTO CHE NON ESISTE: MOLISANI LASCIATI SOLI DAL GOVERNO - Molise Web giornale online molisano
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mercoledì, 05 settembre 2018
Il terremoto che non esiste: molisani lasciati soli dal governo

Davide Vitiello

Nel corso di queste settimane abbiamo attraversato in lungo e in largo i luoghi colpiti dallo sciame sismico di metà Agosto. Da Montecilfone a Guglionesi, da Larino a Palata, abbiamo percepito il dolore, la paura, la rassegnazione; sentimenti scolpiti nei volti delle persone costrette da un giorno all’altro a dover abbandonare le proprie abitazioni lesionate e dichiarate inagibili. A ciò si aggiungono le numerose difficoltà che i sindaci e gli amministratori comunali hanno dovuto fronteggiare, senza avere risorse a disposizione. In diversi casi il terremoto di Agosto ha aggravato le condizioni strutturali di edifici pubblici e privati già interessati dagli eventi sismici del 2002. In altri casi sono stati adottati a scopo precauzionale sgomberi di abitazioni, in attesa delle opportune verifiche. Sono state allestite tendopoli un po’ ovunque, si è fatto il possibile attraverso il contributo spontaneo di associazioni e cittadini.

Ciò che purtroppo ha fatto la differenza, a discapito dei molisani, è stato il silenzio assordante che si è registrato fin dal primo momento da parte del governo centrale e di mass media. E’ vero: fortunatamente non si sono registrati morti e feriti, non ci sono macerie da rimuovere; è vero che quanto è accaduto in Molise non è minimamente paragonabile alla tragedia di Genova, ma la sensazione diffusa tra i cittadini è che per l’ennesima volta del destino del Molise non interessi a nessuno nei palazzi romani.

Da giorni si è in attesa del riconoscimento dello stato di emergenza, atto dovuto perché il sisma ha provocato danni ingenti all’economia del territorio, ha inferto un duro colpo alle attività commerciali, artigianali, ricettive, ha messo in luce le criticità infrastrutturali, ha aggravato il rischio di isolamento che pende come una spada di Damocle sul futuro dei piccoli borghi del medio basso Molise.

In questo momento lo Stato dovrebbe far sentire forte la sua voce, la sua vicinanza e non, invece, palesare indifferenza rispetto alle sorti di una regione e di una comunità che come altre ha il diritto dovere di essere ascoltata.

 

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