Un Ferragosto di dolore e smarrimento per tutti. Riflettiamo e chiediamo verità

È arrivato un altro Ferragosto. Questo non sarà di gioia, ma di riflessione. La tragedia di Genova ha lasciato l’Italia sotto choc. Com’è possibile morire sotto le macerie di un ponte di un’autostrada di grande importanza strategica? E poi, poche ore dopo, il terremoto in Molise. Una scossa simile a quella che nel 2002 ci aveva portato alla ribalta nazionale. Una notte appena passata di panico, che non ha causato vittime, ma che ci porta inevitabilmente a riflettere sulla nostra sicurezza.

Scorrendo i social molti parlano di paura, senso di vuoto istituzionale e smarrimento. Dovrebbe essere un obbligo, per chi ha gli strumenti, vigilare e intervenire tempestivamente. Non si può gridare alla tragedia solo quando questa è reale. I mezzi per prevenire le catastrofi ci sono. La tecnologia è giunta a livelli che ci permette di monitorare costantemente tutto e non sottovalutare nulla. Il problema resta uno: le persone. È così. Gli interessi privati prendono il sopravvento su quelli collettivi. Spesso.

È Ferragosto e l’unica certezza che ci accompagna da sempre è che questo dovrebbe essere un giorno di vacanza, spensieratezza. Eppure oggi non lo è. Oggi dobbiamo mandare un pensiero e un abbraccio alle vittime, ai dispersi, ai feriti e alla città di Genova. Oggi dobbiamo rivolgere anche un appello ai nostri politici molisani e quelli che ci rappresentano in Parlamento: abbiamo il diritto di sapere le condizioni del nostro territorio e di porre rimedio a ipotetiche tragedie. Noi italiani, noi molisani siamo stanchi di scavare alla ricerca di un anelito di vita. Per l’Italia, per il Molise oggi sarà un Ferragosto, per quanto non si voglia pensare, di dolore e preoccupazione. Riflettiamo e lottiamo tutti affinché ci sia verità.

Lucrezia Cicchese