#LUDOSTORIE_SPECIALE MOLISE PRIDE: INTERVISTA A VLADIMIR LUXURIA - Molise Web giornale online molisano
giovedì, 19 luglio 2018
#ludostorie_Speciale Molise Pride: intervista a Vladimir Luxuria
Vladimir Luxuria
Fonte foto: Gay.it
Nella vita possono accadere delle cose strane. Anzi in un pomeriggio possono accadere cose strane. Perché io, in fondo, ci ho provato ma non me l'aspettavo di riuscire ad intervistare Vladimir Luxuria. E badate bene: ho chiamato proprio lei, ho digitato proprio il suo numero. "Che ingenuotta direbbe mia nonna. Studi tanto e ti perdi in queste frivolezze". E sì perché Valdimir è aperta al dialogo e disponibile proprio come si vede in tv, nei migliori salotti di Barbara D'Urso. Quelli che tutti criticano e tutti seguono. Lei non ha neanche fatto finta di aver dimenticato l'appuntamento ma ha subito detto "sì, salve. Grazie a voi per aiutarci a pubblicizzare il Pride". Capito? La regina dei Pride e, per quanto riguarda l'Italia, una delle sue capostipiti. 
"Era il 1994 e ad una riunione presso il Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli, dove ero direttrice artistica, proposi di fare un Gay Pride anche a Roma. Nelle principali città del mondo, soprattutto occidentale, si facevano già da anni. Parlo, per esempio, di New York, Parigi, Londra. A quella riunione la mia idea non venne accolta. Ci furono molte diffidenze e paure perché si temeva che sarebbe stato un flop, che sarebbe venuta poca gente. Era una sfida molto forte, quella della prima volta. Poi sono andata avanti fino a quando sono riuscita a convincere anche gli altri che si poteva e si doveva fare. Il '94 è stata davvero una grande sfida, avevamo tutti paura e ricordo ancora le lacrime di commozione quando sul lungo Tevere vidi un serpentone di gente. Festeggiammo a Piazza Farnese e fu bello, emozionante. È per questo che io cerco di aiutare chi prova a fare un Pride per la prima volta in un luogo. Capisco il sentimento che caratterizza Luce Visco in questi giorni. State facendo una sfida. Io avevo lanciato la sfida di un Pride in Molise in occasione di quello in Basilicata ed è stato subito accolto favorevolmente da Luce. A me piace la gente che accoglie, che ha coraggio, che ci prova, che osa, che lancia dei sassolini nello stagno dell'indifferenza. Siamo per il fare e non per la sindrome del non si può fare". 
Quanto può essere importante un Pride in una piccola realtà come quella molisana? "È importante per vari motivi. Per far capire che il Molise è una regione dove si possono fare anche queste iniziative, non è esclusa dal resto del mondo. A Campobasso non manca nulla. Attenzione a chi parla di volgarità, cattivo gusto. Questi sono degli impostori che cercano di spaventare la gente. Prendono fotografie da siti che con i Pride non c'entrano niente. Venite con le vostre nonne, con i vostri bambini perché li farete vedere una cosa bella. La volgarità è altrove. È nell'ipocrisia di questi impostori che mentono consapevolmente per cercare di rovinarci la festa ma non ci riusciranno. Il Pride è quella manifestazione che serve per dire, a chi abita nelle province, che ognuno si deve sentire libero di vivere la propria sessualità e identità ovunque si trovi".
Una trappola, quella della cattiva informazione, che spesso porta a convinzioni sbagliate e che si estende fino a ledere la libertà altrui. Un fattore agghiacciante che, purtroppo, continua a persistere in ogni gradino della società.
Dal punto di vista politico si presuppone una stasi per i diritti Lgbt+. Nel piccolo cosa si può fare per non bloccare il cammino iniziato con le Unioni Civili? "Sui diritti non si arretra e con i diritti si deve andare avanti. È un periodo in cui vince il populismo, in cui i nostalgici del ventennio si sentono autorizzati al alzare la cresta, in cui chi ha incassato i soldi pubblici e destinati alla politica sta dicendo che il pericolo proviene da chi è in cerca di un futuro migliore. Attenzione perché è molto facile cadere nel tranello che porta a criminalizzare le diversità, gli emarginati. Bisognerebbe, invece, stare attenti e stanare chi vorrebbe fare carriera politica sull'incitamento all'odio".
Che bella Vladimir quando parla ha una voce forte, ricca di sentimenti e sicura. 
A 20 anni come immaginava la sua vita? "Mi sono successe tante cose nella vita e, da adolescente, non ci avrei mai creduto. Devo dire grazie a chi mi ha aiutata, agli amici ma soprattutto a me stessa e alla mia determinazione. Non ho mai mentito, non mi sono mai nascosta. Ho scelto di essere trasparente. Qualcuno inizialmente si è allontanato ma dico sempre che non erano le persone giuste. Ho fatto una selezione naturale. Sono stata molto fortunata e mi sono costruita una vita e la stima di tanta gente. Poi non si può piacere a tutti, possono dirmi di tutto tranne che sono bugiarda". 
Vladimir: una "che donna". 
 
 
 

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