#LUDOSTORIE_SPECIALE MOLISE PRIDE: FABIO, VITTORIO E L'AMORE - Molise Web giornale online molisano
mercoledì, 11 luglio 2018
#ludostorie_Speciale Molise Pride: Fabio, Vittorio e l'amore
Fabio e Vittorio
Delle volte scrivere è difficile. I pensieri si affollano ed è quasi impossibile fare ordine perché, in fondo, il desiderio è quello di lasciare tutto come si trova. Tutto incasinato. Però non è possibile, la bellezza del pensiero è che solo chi lo produce può davvero comprenderlo. In questi casi mi consolo pensando a quella volta che Tiziano Terzani impiegò giorni prima di scrivere un pezzo. A lui era successo perchè per molto tempo non aveva fatto il giornalista a me, invece, succede perché mi sento responsabile. Responsabile di non riuscire a trasmettere tutti i sentimenti provati in una sera di luglio. Allora iniziamo così: quella di questo venerdì è una storia d'amore. Di quelle che pensi di poter vivere solamente attraverso un film. Vittorio era sposato ma la sua natura non è mai stata un mistero per nessuno poi è rimasto vedovo. Così sul suo cammino è nata l'opportunità di approfondire una conoscenza che, per molto tempo, era stata legata ad un cellulare. Fabio ride tanto nel ripensare alla prima volta che ha incontrato Vittorio "gli avevo detto di essere un poco ingrassato negli ultimi anni e quando l'ho visto da lontano camminavo in maniera molto goffa, avevo paura di non piacergli". Invece no, le paure di Fabio erano infondate. Io immagino Vittorio che guarda Fabio con gli stessi occhi lucidi che ha nel momento in cui ci raccontiamo. E così sono iniziate ore di macchina per vedersi e salti mortali per incastrare gli orari di entrambi "Fabio è di Latina -dice Vittorio- e io di Campobasso ma ci vedevamo tutti i giorni anche prima di andare a convivere. Dopo il lavoro o andavo io da lui o viceversa. Passati i primi tempi gli hotel iniziavano a pesare così, quando io andavo a Latina, dormivamo in macchina. Fabio viveva con i genitori e, per l'inizio, preferivamo fare così". Bocca e occhi spalancati per questi aneddoti ma poi Vittorio dice "quando Fabio veniva a Campobasso per essere a lavoro alle 8.00 partiva alle 5.00. Allora rimanevamo in chiamata durante tutto il viaggio e io gli leggevo un libro così non correvamo il rischio che si addormentasse al volante"allora  provo la stessa sensazione delle bambine nel vedere il principe azzurro che bacia l'amata. Mi sembra davvero tutto irreale o, per lo meno, rarissimo. Perché, in fin dei conti, chi lo ha detto che il principe azzurro non esiste?  Che poi l'amore è bello se non è litigarello è un'altra storia. Sì, anche la prima coppia ad aver contratto un  Unione Civile a Campobasso è produttrice di scintille. Racconta Fabio, il più chiacchierone dei due, "io sono molto diretto e, spesso, risulto cattivo. Vittorio, invece, esplode dopo aver accumulato tanto e accade che lo fa con le persone sbagliate. Ma forse è proprio per questo che stiamo bene, ci completiamo". Ed è a questo punto che Vittorio confessa "io con Fabio mi sento protetto". Una piccola parentesi di un lungo racconto, quella che credo illuminante. Ci chiedono, dice Vittorio, se "siamo stati accettati. Ma accettati di cosa?". Intrappolati tra mille schemi, mille preconcetti e giudizi rischiamo di perdere la libertà. Amiamo oltre i limiti, le leggi imposte dalla società, i giudizi o almeno proviamoci. Potrebbe cambiare la vita. Anche perché dobbiamo essere accettati ma da chi? 

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