Porti di terra aperti a Campobasso: il Comune si veste di rosso

Fonte: Varese News
Dai giornali nazionali a quelli locali, dai big della politica agli amministratori dei piccoli centri. Quello dell'accoglienza migranti e della chiusura dei porti è diventato un tema all'ordine del giorno. Ad esprimere un parere anche Giuseppina Occhionero che, nell'occasione, anticipa i contenuti di una interrogazione al Governo sulla richiesta e il rilascio del permesso di soggiorno a persone con lo 'status' di rifugiati.
"Chiudere i porti e alzare i muri è l'esatto contrario dell'idea sulla quale vogliamo costruire l'Italia del futuro. Ho appreso con stupore che proprio dal Molise, terra di migranti che con il lavoro e il sacrificio hanno costruito il loro futuro all'estero arrivino segnalazioni di difficoltà burocratiche incontrate da chi ha scelto per necessità di trovare riparo nel nostro Paese e qui vuole provare a crearsi una nuova vita. La scelta di 'interrogare' il Ministro dell'Interno - aggiunge  il parlamentare- mi fornisce lo spunto per sottolineare quanto sia ampio il fossato che ci divide da chi in poche settimane ha solo saputo seminare odio e paura, per coprire tutte le inefficienze e le contraddizioni già emerse nel governo Lega-M5s". Nel frattempo il Comune di Campobasso ha comunicato di aderire all'iniziativa simbolica “Una maglietta rossa per fermare l’emorragia di umanità” promossa dall’associazione Libera insieme al Gruppo Abele, Arci, Anpi, Cgil e da tante altre associazioni. 
"Una maglietta rossa -si legge dalla nota di Palazzo San Giorgio- per invitarci a riflettere su quanto accade, ormai da anni, nelle acque del Mediterraneo e sulle coste di un continente che non può rimanere insensibile. Una maglietta rossa che ci invita a non dimenticare gli uomini, le donne e soprattutto i bambini che nei lunghi viaggi della speranza hanno perso la vita infrangendo i loro sogni contro onde di indifferenza che non aiutano a costruire ponti di libertà, di uguaglianza, di umana fratellanza. Una maglietta rossa per provare a mettersi nei panni di chi fugge da guerre, carestie e dittature, per tornare a parlare di umanità, quella vera, per credere nei valori che fanno grande un Paese, per fermare un cinismo e una freddezza che non appartengono ad una comunità civile e moderna. Una maglietta rossa per riguadagnare in ogni attimo della nostra vita, civile e sociale, quel senso di umanità che in troppe occasioni appare smarrito o offuscato dall’egoismo". Dunque: “Una maglietta rossa per fermare l’emorragia di umanità” dalle ore 10.00 di domani, sabato 7 luglio, in Piazza Prefettura a Campobasso.