In cerca di una sanitĂ  pubblica di qualitĂ , terminato il tour dei pentastellati

Terminato venerdì il Tour della Sanità dei portavoce M5S, che dopo Agnone, Campobasso e Larino, hanno visitato gli ospedali di Venafro, Termoli e Isernia. 
Venafro. La struttura - ospedale di comunità - è ottima ma la carenza di organico e di strumentazioni appropriate la rendono inefficiente. Il Centro unico di prenotazione è gestito da una sola persona, e questo causa code interminabili. Il reparto di Riabilitazione, invece, che rappresentava un’eccellenza del SS. Rosario in cui venivano curati i cosiddetti “codici 56”, i post operatori, ora non esiste più. E ora i codici 56 hanno come unica alternativa quella di ricorrere a strutture private convenzionate. Un altro grave disagio che i nostri portavoce hanno riscontrato è la mancanza di un anestesista, che la struttura ha richiesto all’Asrem almeno per una volta a settimana, ma senza alcuna risposta. Ciò comporta l’impossibilità di effettuare esami contrastografici, come la Tac, costringendo gli utenti a rivolgersi a strutture private o a centri fuori regione. Il SS. Rosario di Venafro avrebbe a disposizione ambulatori specialistici di ortopedia, medicina interna, urologia, pneumologia, e reparti pronti per l’utilizzo come la Rsa (Residenza sanitaria assistenziale) e la Rsd (Residenza sanitaria per disabili), con 40 posti totali. Ma mancano personale e strumentazioni. I fondi ci sono ma non sono mai arrivati a Venafro, ci sono le attrezzature utili per le mammografie che non vengono effettuate per carenza di personale, l’attività dell’Udi (Unità degenza infermieristica) eroga prestazioni che non sono riconosciute e che quindi non vengono pagate, il Centro Alzheimer previsto non è ancora stato attivato e il laboratorio di analisi è stato demansionato a punto prelievo con conseguente allungamento dei tempi di risposta, spese maggiori per il trasporto all’ospedale di Isernia e sovraffollamento di quest’ultimo.
Termoli. Un problema riscontrato in tutti gli ospedali della regione ma particolarmente acutizzato in questa struttura dove, per molte specialistiche, non è possibile effettuare una prenotazione per tutto il 2018 e il calendario del 2019 risulta ancora chiuso. Il San Timoteo di Termoli è un’ottima struttura ma non riesce a funzionare al meglio per carenza di organico, con conseguente vessazione del personale che lavora costantemente sotto pressione e una serie di disservizi. “Un personale che si sacrifica e ferie non godute anche fino a tre anni, quindi un calo dei livelli di performance della struttura sanitaria”, come ha affermato Valerio Fontana. Ai posti letto previsti per l’ospedale, ne mancano 38 non ancora attivati per la lungodegenza e per la riabilitazione. Il basso Molise conta un bacino di 105mila abitanti che raddoppia nei periodi estivi. A questo si aggiunge una forte mobilità attiva con pazienti che provengono dal basso Abruzzo o dall’alta Puglia, e la presenza di un nucleo industriale che di fatto aumenta la possibilità che si verifichino incidenti. Questo sovraffollamento mette maggiormente in evidenzia un pronto soccorso e un ospedale sottodimensionato, con serie ripercussioni sui livelli assistenziali. 
Isernia. In pronto soccorso si ripete la strutturale carenza di personale riscontrata in tutta la regione. Solo 6 medici, a fronte dei 18 previsti dal Pano straordinario 2015-2018, devono garantire il soccorso per 24 ore a Isernia e al Caracciolo di Agnone. Al reparto di Oculistica si riscontra una situazione incredibile: la struttura offre una strumentazione adeguata e di ultima generazione che non può funzionare perché manca un impianto di areazione che garantisca 12 ricambi d’aria ogni ora, come previsto dalla legge. Così questa sala è chiusa da 3 anni. A ciò, anche in questo caso, si aggiunge la carenza di personale che, oltretutto, dovrebbe operare al Veneziale e all’ospedale di Agnone (in day hospital). Di fatto possiamo affermare che il reparto di oculistica è fermo, quindi, in entrambe le strutture, e questo porta gli utenti a rivolgersi al privato convenzionato. Al Veneziale di Isernia si svolgevano circa 500 interventi di cataratta ogni anno. Se consideriamo che ogni intervento di questo tipo viene rimborsato con circa 1000 euro, possiamo affermare che negli ultimi 3 anni questa struttura ha perso circa 1milione e mezzo di euro. Altra criticità del Veneziale è la mancanza di videosorveglianza nelle ore notturne.
“Porteremo tutte queste istanze nella IV Commissione in Consiglio regionale, ponendo al centro l’interesse dei cittadini e una sanità pubblica di qualità”, promettono i portavoce.