"SENZA PERSONALE RISCHIAMO DI NON POTER CAMBIARE PIù NEMMENO I PANNOLONI": LA REALTà DELLA RSA AL VIETRI E IL SILENZIO DELL'ASREM - Molise Web giornale online molisano
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Il calvario della donna che ha vissuto per due mesi accanto al marito affetto da demenza senile e morbo di Parkinson, le difficoltà degli operatori e la necessità di investimenti e assunzioni
"Senza personale rischiamo di non poter cambiare più nemmeno i pannoloni": La realtà della Rsa al Vietri e il silenzio dell'Asrem

Davide Vitiello

Le dichiarazioni della donna che ai nostri microfoni ha denunciato la dolorosa esperienza vissuta nella Residenza Sanitaria Assistenziale dell'Ospedale Vietri di Larino, accanto al marito affetto da demenza senile e morbo di Parkinson e deceduto nei giorni scorsi dopo due mesi di ricovero, hanno posto l'accento ancora una volta sulle numerose criticità che si riscontrano nelle strutture sanitarie pubbliche sparse sul territorio regionale: carenza di personale e, nel caso specifico come evidenziato nello sfogo della donna, non adeguata capacità di trattamento e assistenza ai pazienti con patologie gravi come quelle sopra menzionate.

Nel caso della Rsa del Vietri, reparto dotato di 40 posti letto, va detto innanzitutto che a fronte del graduale aumento di ricoveri che si sono registrati finora, mancano allo stato figure professionali di cui si avverte al contrario una grande necessità: a partire dai terapisti occupazionali che operano nell'ambito della prevenzione e riabilitazione di soggetti con disabilità fisiche, psichiche e cognitive.

Altra problematica riguarda l'avanzata età media degli infermieri, alcuni dei quali hanno lamentano l'assenza di operatori socio-sanitari, il cui supporto in più di una occasione è stato richiesto ai vertici Asrem per consentire una migliore assistenza possibile agli ospiti, tra i quali ci sono casi di persone con disabilità gravissime.

Il reparto necessita di personale che aiuti ad alzare gli ospiti, a lavarli e ad imboccarli al momento dei pasti, mentre invece gli infermieri si trovano di frequente a dover lavorare anche uno solo per turno e riescono a fatica a cambiare i pannoloni. Solo l'aiuto dei familiari che quotidianamente assistono i loro cari riesce molto spesso a limitare le difficoltà.

Il reparto dispone allo stato una sola fisioterapista che aiuta gli ospiti che hanno capacità mentali a non perdere tutta l'autonomia.

Anche le attività riabilitative risultano problematiche dato che nel centro esiste una palestra che però di fatto non è attrezzata.

La Rsa manca anche di una caposala che coordina il lavoro degli infermieri mentre l'unico medico responsabile del centro è costretto ogni giorno a doversi dividere tra la Rsa e l'Unità di degenza infermieristica inaugurata a dicembre del 2016 all'interno del Vietri e specializzata nelle cosiddette cure a bassa intensità, proprie di una Casa della Salute.

In sostanza, nonostante gli annunci più volte sbandierati nei piani alti di governo della sanità molisana, la realtà è diametralmente opposta e denota un pressochè totale abbandono di strutture di cui, come nel caso di specie, c'è assoluto bisogno, in particolare in regioni come il Molise dove l'invecchiamento della popolazione presuppone l'esistenza di centri che siano in grado di assistere adeguatamente e dignitosamente i pazienti, cosa che purtroppo difficilmente potrà accadere in mancanza di investimenti necessari.

 

LA VIDEO INTERVISTA ALLA DONNA CHE HA DENUNCIATO IL CASO

 

 

 

 

 

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