Il PD presenta la proposta di legge per l'istituzione della Commissione Affari Comunitari

Il Gruppo Consiliare del Partito Democratico, come già annunciato nel corso del primo Consiglio Regionale, ha presentato la proposta di legge per l’istituzione della Commissione Affari Comunitari. Lo scopo è quello di offrire al Molise uno strumento supplementare in grado di monitorare e dirigere i negoziati europei in corso sul bilancio Ue per il periodo post 2020. "Un’opportunità in più -si legge nella nota PD- per pretendere quanto ci è dovuto da Bruxelles e da Roma, che non dovrà sottostare a tattiche politiche di breve termine. Non dovrà sottostare soprattutto a logiche nazionali che non tengano nella giusta considerazione il nostro territorio". Le ragioni della proposta nascono dalla necessità di far ricominciare a camminare la locomotiva del Molise e lo sviluppo industriale della zona retroportuale. "Abbiamo suggerito al Presidente Toma -emerge nella cominicazione- di raccordarsi con chi è già partito. E ci permettiamo di ipotizzare una migliore collocazione della nostra scelta multiregionale con la Puglia, la cui Zes arriva alla zona di Manfredonia, a ridosso quindi del nostro territorio. Gli amici pugliesi stanno avanzando la presentazione della loro proposta e bisogna decidere subito se stare insieme a loro. Non avere un Assessore del Basso Molise per noi significherà mantenere ancora più alta la guardia su queste scelte. Se la decisione è andare con l’Abruzzo, bene. Aiuteremo anche il lavoro politico istituzionale in questa direzione. Sarebbe tuttavia importante coinvolgere nella decisione il Sindaco e l’Amministrazione di Termoli e gli altri Comuni della costa, nonché il Consorzio Industriale. Concertazione istituzionale, senza coloriture politiche strumentali, per far ottenere al Basso Molise tutte le agevolazioni previste dal regime di Zes, che favoriranno gli investimenti industriali con indubbi benefici sull’occupazione.Tanto più che in prospettiva le ricadute sulle ulteriori agevolazioni per le imprese in Molise saranno maggiori. E vengo alla seconda e fondamentale questione".

Tabella sul riparto delle risorse

Altra ragione, invece, è il ritorno del Molise tra le regioni meno sviluppate d’Europa "le cause della regressione vanno ricercate nell'arretramento economico di molte regioni europee, italiane incluse. Il loro Pil, nel lungo periodo della crisi, è infatti sceso e la fotografia italiana complessiva che se ne deduce è purtroppo così negativa da collocare Marche, Umbria e Abruzzo in area di transizione mentre Molise e Sardegna nelle ex aree di convergenza. A questo si è aggiunta la retromarcia di tutte le altre regioni, tale da comportare una ipotesi di assegnazione di budget all'Italia migliore del precedente ciclo di programmazione, nonostante il taglio complessivo delle risorse destinate alla coesione dalla nuova pianificazione europea. Dunque, se la notizia è negativa, l'effetto non è un male assoluto, perché in prospettiva significa avere più fondi strutturali per il nostro territorio".

Nuova cartina regionale