GIUNTA TOMA SENZA DONNE: "LA VENDETTA VA SERVITA FREDDA" - Molise Web giornale online molisano
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giovedì, 24 maggio 2018
Giunta Toma senza donne: "la vendetta va servita fredda"
La Giunta Toma è stata ufficializzata e come per la scorsa legislatura non ha al suo interno nessuna donna. La scelta del Governatore ha subito scatenato qualche reazione, in primis la Consigliera di Parità della Regione Molise, Giuseppina Cennamo ha espresso rammarico per la mancata nomina di almeno una donna assessore e considera "grave e avvilente che, dopo tante battaglie per la partità di genere, ancora una volta, come per la precedente Giunta, si è ritenuto di non assicurare la rappresentanza femminile e ciò nonostante vi fossero state, in Consiglio regionale, donne democraticamente elette". Cennamo non resta a guardare e assicura di porre in essere tutte le iniziative "perchè tale inaccettabile discriminazione venga eliminata".
Al pensiero della Consigliera di Parità si associa la neo eletta a Palazzo D'Aimmo, tra le fila dell'opposizione, Micaela Fanelli, la quale sostiene che "relegare ad un ruolo quasi 'ancellare' le sei elette in Consiglio regionale, significa scrivere una pagina nerissima per il Molise, le sue donne, i diritti faticosamente conquistati". Rispetto alla scorsa legislatura, dove anche mancava una rappresentanza femminile in Giunta, Fanelli sostiene che "oggi il problema è molto più grave, alla luce delle modifiche normative e soprattutto degli effetti sostanziali dovuti a una così vasta presenza di donne in Consiglio, che necessita di una rappresentanza anche nell'esecutivo. Mi sono sempre battuta per questo, - continua l'esponente del PD - ma finora non ho potuto farlo con la giusta serenità, perché sarei stata accusata di parlare pro domo mea. Oggi, da eletta in Consiglio nelle file dell'opposizione, sono più libera di agire e di lottare, ogni giorno e con tutta la forza, per il rispetto delle Consigliere di maggioranza e di tutte le donne, di tutte le razze, di tutti i partiti, in ogni professione, in ogni contesto".
La Consigliera di Parità della Provincia di Campobasso, Giuditta Lembo, in merito alla scelta del Presidente della Regione Toma esprime delle perplessità e sostiene che  "garantire la rappresentanza di genere non significa solo garantire pari opportunità per le donne, ma creare il presupposto per una maggiore e migliore partecipazione democratica a vantaggio di tutte e di tutti. Il vero cambiamento - sostiene Lembo - si consegue insieme, uomini e donne, per realizzare quel clima culturale favorevole all’idea che il rinnovamento di cui hanno bisogno le Istituzioni passa anzitutto per una più equa rappresentanza dei generi. Purtroppo, si continua a ricorrere alla giustizia amministrativa per vedere riconosciuto alle donne il diritto ad essere presenti negli esecutivi, ma occorre spostare decisamente l’asse del dibattito dalle 'quota rosa', intese come forma di garanzia per una minoranza in qualche modo svantaggiata e bisognosa di tutela, alla 'democrazia paritaria e duale', cioè fondata sulla consapevolezza dell’esistenza di due generi come pre-condizione dell’uguaglianza e fondamento di una democrazia compiuta".
A lanciare una frecciata al vetriolo a Toma, e anche al leader Salvini che avrebbe indicato il nome di Mazzuto come quinto assessore, è stata la consigliera della Lega Filomena Calenda che in un post su facebook parla di vendetta e esplicitamente scrive: "Oltre il danno la beffa, nemmeno l’umiltà di tacere. La vendetta va servita fredda". Calenda probabilmente si è sentita beffata perchè l'assessorato che Toma ha assegnato alla Lega invece che a Mazzuto forse sarebbe potuto essere assegnato a una delle due donne del partito elette dal popolo. E chissà se la scelta fatta dal governatore non influenzerà sulle decisioni delle due leghiste in consiglio regionale?
 
 
 

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