PERCHè SI FESTEGGIA IL 25 APRILE? - Molise Web giornale online molisano
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mercoledì, 25 aprile 2018
Perchè si festeggia il 25 aprile?

Il 25 aprile 1945 segna la vittoria della Resistenza Italiana sui nazifascisti e questa giornata è diventata la festa della Liberazione dalla dittatura e ogni anno viene celebrata con manifestazioni in tutta Italia.

Ma cosa successe in quei giorni?

La Resistenza, insieme agli Alleati, ha combattuto a lungo per sconfiggere i fascisti e i nazisti: persone di tutte le estrazioni sociali e di varie vedute politiche si sono unite per ribellarsi alla dittatura. La loro lotta si è tradotta in una vera e propria guerra civile che da una parte vedeva gli italiani fascisti e dall'altra gli antifascisti. Chi combatteva nella Resistenza erano i partigiani, un esercito vero e proprio, fatto di civili che si armavano come potevano e si riunivano in gruppi per attaccare in ogni modo il nemico. Le loro azioni si affiancavano a quelle consistenti degli eserciti alleati e uniti riuscirono a vincere.  I partigiani e tutte le parti che si opponevano ai nazifascisti (cattolici, comunisti, liberali, socialisti, azionisti, monarchici, anarchici) erano riuniti nel Comitato di Liberazione Nazionale (CNL). Dopo la guerra, questo Comitato partecipò attivamente alla nascita della Repubblica. Grazie alla lotta unita fra tutti gli oppositori al fascismo, si è riusciti a ribaltare la dittatura e a porre le basi per uno stato democratico. Le radici della Repubblica Italiana sono da rintracciare proprio nella Resistenza: l'Assemblea Costituente (l'assemblea che scrisse la nostra Costituzione) fu in massima parte composta da esponenti dei partiti che avevano dato vita al CLN, i quali scrissero la Costituzione fondandola sulla sintesi tra le rispettive tradizioni politiche ed ispirandola ai princìpi della democrazia e dell'antifascismo.

A dare un contribuito alla liberazione dai fascisti è stato anche il Molise,  la terra dove si consumò il primo scontro tra le truppe alleate, il Corpo Italiano di Liberazione guidato dal Generale Umberto Utili ed i nazisti asserragliati lungo la linea GUSTAV.  È qui che si consumarono più eccidi, dai Martiri di Fornelli ai fratelli Fiadino a Capracotta, fino alla fucilazione di carabinieri e civili a Tavenna, oltre a diverse esecuzioni sommarie, atti di persecuzioni e barbarie compiuti da nazisti e fascisti contro la popolazione inerme.

Diverse le figure storiche molisane che hanno contribuito a scrivere la storia della liberazione e il riferimento è a Mario Brusa Romagnoli, partigiano di Guardiaregia fucilato a Livorno Ferraris in provincia di Vercelli a 21 anni il 31 marzo del 1945, e a Giuseppe Barbato, partigiano di Campobasso impiccato a 27 anni a Centallo di Cuneo in Piemonte il 30 settembre 1944, ma anche alla  banda partigiana di Trivento guidata da Giovanni Porfirio e dei tanti atti di coraggio compiuti da contadini o semplici cittadini per resistere ai nazifascisti e sostenere l’avanzata delle truppe alleate.

Molisani che con immani sacrifici e sofferenze hanno reso possibile la conquista della libertà  e della democrazia, pilastri irrinunciabili.

La festa della liberazione viene istituita il 22 aprile 1946 quando l'allora presidente del Consiglio Alcide De Gasperi propose al principe Umberto II, luogotenente del Regno d'Italia, l'emanazione di un decreto legislativo luogotenenziale che recitava "A celebrazione della totale liberazione del territorio italiano, il 25 aprile 1946 è dichiarato festa nazionale".

La ricorrenza venne celebrata anche negli anni successivi, ma solo il 27 maggio 1949, con la legge 260  è stata istituzionalizzata stabilmente quale festa nazionale e da allora si celebra annualmente in tutte le città italiane, dove, soprattutto in quelle decorate al valor militare per la guerra di liberazione, vengono organizzate manifestazioni pubbliche in memoria dell'evento.
 

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