TERREMOTO NEL PD - STEFANO BUONO SI DIMETTE DA SEGRETARIO DI FEDERAZIONE - Molise Web giornale online molisano
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giovedì, 15 marzo 2018
Terremoto nel PD - Stefano Buono si dimette da Segretario di Federazione
"ADESSO NECESSARIA DISCONTINUITA’ NEL PARITO DEMOCRATICO E NEL CENTRO SINISTRA : MI DIMETTO, MA IL MIO IMPEGNO SARA’ PIU FORTE DI PRIMA." 
Stefano Buono, Segretario di Federazione di Isernia del Partito Democratico, esordisce con questa affermazione in un suo comunicato stampa.
Con questa nota Stefano annuncia le sue dimissioni da Segretario e commenta: "L’analisi del dato elettorale induce a riflessioni complesse, il cui ragionamento non può essere certamente esaurito in un comunicato stampa. Ci sono motivazioni profonde e riflessioni che mi portano a sostenere come e più di prima il progetto riformista del PD in Italia, convinto che sia ancora, nel complesso, la forza riformista e progressista che meglio di tutte le altre può fare al Paese. Tuttavia la realtà e la crudeltà del dato elettorale , in particolar modo in Molise,  dovrebbe indurre a fare   considerazioni drastiche, di presa di responsabilità. I cittadini hanno, evidentemente, valutato non positivamente, non solo la linea politica del PD Nazionale, ma anche le politiche messe in campo dal PD in questi anni in Molise.  Non possiamo non prenderne atto e proseguire con le stesse logiche. Abbiamo l’obbligo, cominciando proprio dalle prossime regionali, di costruire una proposta politica rinnovata. E’ la tesi che molti di noi, da Venafro a Termoli, stanno portando nelle riunioni di questi giorni nelle sedi opportune; un’idea progettuale che, anche rinnovando se necessario, possa aprirsi alle anime della sinistra che oggi si sentono escluse ed al mondo delle civiche e del centro. Derubricare quanto è successo alle urne come voto di protesta è analisi miope, pigra e, forse, in alcuni casi, strumentalmente voluta.
Da mesi, assieme agli amici Garanti e ai tanti simpatizzanti della Federazione PD  di Isernia, abbiamo profuso impegno per mantenere viva l’attività politica del nostro soggetto politico. Abbiamo sempre sostenuto che non bisogna rincorrere i cinque stelle: sarebbe sbagliato, esiste un abisso tra i nostri valori e i loro, tra la nostra visione e la loro. Ma ho sempre affermato che non bisogna aver timore di riconoscere alcune cose che abbiamo sbagliato, anche se a dircelo sono i pentastellati. Per questo motivo, ad esempio, sono convinto che una drastica riduzione dei privilegi e delle indennità della politica debba far parte integrante anche del nostro programma. Per lo stesso motivo credo che questa delicata fase, caratterizzata da passi indietro e da dimissioni più o meno reali, vada gestita diversamente. Anche per queste motivazioni ho formalmente chiesto, e continuerò a farlo nelle riunioni assembleari e non di questi giorni, che le scelte e l’eventuale nuova proposta politica possano essere oggetto di maggiore collegialità e non gestite dalle solite persone al chiuso di una stanza. Spero si apra concretamente a soluzione di questo genere, ce lo chiedono le persone. Mi dimetto perché penso che non si possa esclusivamente puntare il dito, perché ritengo che l’assunzione di una responsabilità collettiva è la precondizione per tutti i ragionamenti successivi".
 
 

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