BIT: IL MOLISE INCIAMPA IN UNA GAFFE, MA C'è CHI SI DISSOCIA DALLA POLEMICA - Molise Web giornale online molisano
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mercoledì, 14 febbraio 2018
BIT: il Molise inciampa in una gaffe, ma c'è chi si dissocia dalla polemica

La BIT, Borsa Internazionale del Turismo, organizzata dalla Fiera di Milano e che si è conclusa ieri 13 febbraio, dal 1980 porta nel capoluogo lombardo operatori turistici e viaggiatori da tutto il mondo. Sarebbe dunque dovuta essere per il Molise una vetrina internazionale, dove poter ammirare, conoscere e toccare con mano le peculiarità del territorio molisano.

Uno stand quello del Molise, ultratecnologico, con poltrone per godersi le immagini tridimensionali dei paesaggi del Molise e la possibilità di acquistare i pacchetti viaggio durante le quattro stagioni. Tanti i consensi riscossi, ma a fine manifestazione si è inciampati in una vera e propria gaffe, sul sito www.moliseinbit.info qualcosa non torna e alla voce Sepino compaiono foto di luoghi che non sono proprio in Molise e in particolari immagini legate alla Bulgaria e alla Cina. Da qui si è scatenata una polemica in cerca del responsabile. La Regione se ne lava le mani e il consigliere delegato alla cultura, Nico Ioffredi, dice di essere estraneo da tutto questo, “l'Assessorato non è stato coinvolto in nessuna attività istituzionale né di supporto alla partecipazione all'evento, - dichiara  - infatti il logo ‘Molisè’ non compare nelle locandine e nelle comunicazioni relative. Condivido che la gravità dell'incidente imponga l'individuazione di un responsabile, e sono convinto che i soggetti coinvolti nell'organizzazione sapranno individuarlo. Quanto è successo è comunque una cosa incresciosa”.

A opporsi invece alla polemica c'è  qualcuno che alla BIT ha partecipato. Concetta Fornaro, socia e responsabile amministrativa di ‘Cantina Herero’, che ha preso parte alla Borsa Internazionale del Turismo come ospite sponsor, si dissocia da quanto accaduto  nelle ultime ore sostenendo che le polemiche fatte non sono costruttive e che i molisani sono inciampati nella cultura internazionale ed è necessario ridare loro la giusta dignità. “L’equivoco è vergognoso – dice – non si può equivocare il sogno di far diventare il Molise meraviglia del mondo con una mancanza di cognizione geografica e di localizzazione dei beni e dei valori che abbiamo sul territorio.  Forse prima di giudicare banalmente immagini bisognerebbe approfondire, magari - continua -  c’è stato semplicemente una spinta proiettata ad un Molise che ha le potenzialità di una 'meraviglia nel mondo' proprio come quelle citate e, perdonate, ignorantemente sono state associate ad ignoranza di chi le ha proposte, ma se tutti i molisani fossero di più ampie vedute ed avessero un pizzico di apprezzamento per l’operato di chi si attiva, forse il Molise farebbe quel passo avanti. È una vergogna totale e mi dissocio da tutto questo. Così – dice ancora Concetta Fornaro – non avremo mai i tratturi patrimonio dell’umanità ed è forse per questo che dal 1998 non riusciamo ad inserirli. È come dire che quando è stato fatto il dossier di iscrizione dei sassi di Matera, avendola assimilata per una questione di criteri di valutazione dell’Unesco a Matmata in Tunisia, avessimo portato i sassi di Matera in Tunisia”. Fornaro spiega che, con la sua azienda in esposizione alla BIT,  il Molise ha parlato anche della Namibia e delle etnie sudafricane, "ma  solo per parlare dei vini molisani non perché ha trasferito il Molise in Sud Africa". Il riferimento al sud Africa è trasferire la motivazione della scelta del nome Herero e chi sono gli Herero, ossia un popolo africano appartenente al gruppo etnico dei bantu.

"Sarebbe virtuoso - conclude Concetta Fornaro - prendere diretta visione dell'interezza di quanto è successo e almeno lasciare il beneficio del dubbio sul buon operato di chi ci ha lavorato".

Le dichiarazioni di Concetta Fornaro sono mirate e come lei stessa ha dichiarato, essendo architetto, parla con cognizione di causa.

 

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