‘CAPOIACCIO ANNO ZERO’, PRESENTATO A CAMPOBASSO IL LIBRO INCHIESTA DI SALVATORE CIOCCA - Molise Web giornale online molisano
sabato, 13 gennaio 2018
‘Capoiaccio Anno Zero’, presentato a Campobasso il libro inchiesta di Salvatore Ciocca

Cosa si nasconde nei pozzi petroliferi di Cercemaggiore? È da questa domanda che nasce l’idea del libro inchiesta ‘Capoiaccio Anno Zero’ scritto dal consigliere regionale Salvatore Ciocca, presentato a Campobasso nei locali della Tipografia Palladino.

Capoiaccio è una contrada del comune di Cercemaggiore, dove la Montedison, oggi Edison spa, all’inizio degli anni 60 impiantò delle torri estrattive. Una vicenda che ha radici lontane e che Salvatore Ciocca ha spiegato di seguire da circa 20-25 anni, raccogliendo materiale e documentazione per fare un’operazione di verità. “Questo è un primo passo per riaprire il discorso, perché troppe stranezze sono accadute nei dintorni di Cercemaggiore” e il consigliere ricorda “l’andirivieni di camion senza scritte che, soprattutto di notte, passavano e che invece di andare a estrarre il petrolio, in quei pozzi andavano a buttarci qualcosa”.

Si tratta dunque di un pozzo di 3260 metri oggi coperto da cemento e con intorno una vegetazione non più fiorente, un terreno dove la radioattività supera dieci volte il valore naturale del fondo, zolle di terra in cui sono state evidenziate tracce di benzene e diclorometano in quantità maggiore rispetto a quanto stabilito dalle normative ambientali.

Ed è proprio su questo che Ciocca ha voluto scrivere il suo dossier, su una vicenda da portare all’attenzione di tutti e che però non è affatto conclusa e “ciò che ho fatto – ha spiegato – non è stato per interesse personale, come qualcuno ha pensato, ma per capire e arrivare a una verità”.

Poi sulla questione dell’alto tasso di tumori nell’hinterland di Cercemaggiore l’autore del libro non si sente di dire se è strettamente legato alla vicenda che ha denunciato, “su questo dovranno esprimersi i medici – ha detto - e finalmente quando avremo il Registro Tumori, lo scopriremo”. Un Registro Tumori, di fatto approvato ma che tarda a partire, che però, a detta di Ciocca, secondo il Direttore Sanitario Regionale, non si dovrà attendere ancora molto.

Giovanni Mancinone, che ha coordinato l’incontro, soffermandosi sulle domande che l’autore fa in un capitolo del volume, ha commentato che questi interrogativi dimostrano che il problema esiste e che le istituzioni se ne devono fare carico. Come è stato sottolineato anche  da Jean Paul de Jorio, che si occupa di ambiente sia in Italia che in Cina e che ha curato la prefazione del libro, “la Regione, dopo questa denuncia, dovrebbe farsi carico di agire nei confronti della Edison spa per attivare la procedura di caratterizzazione, anche sulla base di presunte prove di terreni inquinati, per capire cosa c’è in quel territorio e come procedere”. Inoltre ha detto che i cittadini dal canto loro dovrebbero muoversi affinchè si affronti un problema secondo de Jorio più grave di quello dell’Ilva di Taranto. “È importante – ha detto ancora – che tutti sorveglino affinchè si giunga ad un risarcimento ambientale”.

A conclusione dell’incontro il consigliere regionale ha detto convintamente che si impegnerà affinchè vengano riaperti quei pozzi e insieme ai consiglierei Ioffredi e Monaco, presenti all’incontro, avanzerà una proposta di legge in consiglio regionale “al fine di stabilire delle verifiche del territorio costanti nel tempo e che non vengano fate solo ogni 10 o 20 anni”.

Un libro denuncia dunque che deve portare a delle risposte, “la Edison – si chiede Ciocca – dovrà spiegarci cosa è successo; se è tutto tranquillo perché non vengono a darci dei chiarimenti?”

Miriam Iacovantuono

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